La possibile riapertura del ravvedimento speciale collegato al Concordato preventivo biennale (CPB) 2026-2027 potrebbe offrire a imprese e professionisti soggetti agli ISA l’opportunità di regolarizzare le annualità fiscali dal 2020 al 2024, beneficiando di un regime agevolato.
La misura, contenuta in una proposta emendativa ancora da approvare, prevederebbe il pagamento di un’imposta sostitutiva determinata in base al punteggio ISA, una riduzione per le annualità 2020 e 2021 e la possibilità di rateizzare i versamenti nel 2027.
La riapertura non è ancora definitiva: per valutare l’effettiva applicabilità delle nuove regole occorrerà attendere l’approvazione della disposizione e le successive istruzioni dell’Amministrazione finanziaria.
Ravvedimento speciale e CPB: la logica della misura
La proposta si inserisce nel percorso di collaborazione fiscale tra contribuente e Amministrazione finanziaria. Da un lato, il contribuente aderisce al CPB per il biennio 2026-2027; dall’altro, potrebbe regolarizzare determinate annualità pregresse attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva.
Il meccanismo si differenzia dal ravvedimento operoso ordinario, perché la base imponibile e le aliquote sarebbero determinate secondo criteri specifici, collegati al reddito dichiarato e al livello di affidabilità fiscale risultante dagli ISA.
Una precedente disciplina di ravvedimento speciale collegata al CPB aveva riguardato le annualità 2019-2023. La nuova proposta sposterebbe la finestra temporale al periodo 2020-2024, escludendo il 2019 e includendo il 2024.
L’eventuale adesione richiederà un’analisi della convenienza complessiva, considerando il costo della regolarizzazione, il rischio fiscale residuo, il reddito proposto dal concordato e la sostenibilità finanziaria dei pagamenti.
Chi potrebbe aderire al ravvedimento speciale
La platea dei potenziali beneficiari sarebbe costituita dai contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale e aderiscono al CPB 2026-2027.
Il punteggio ISA avrebbe un ruolo centrale nella determinazione del costo della regolarizzazione: inciderebbe sia sulla maggiorazione della base imponibile sia sull’aliquota dell’imposta sostitutiva.
La misura, pertanto, non comporterebbe un vantaggio economico identico per tutti i contribuenti. La convenienza dipenderebbe dalla situazione fiscale di ciascun soggetto e dalle condizioni definitive previste dalla norma.
Annualità interessate: dal 2020 al 2024
La proposta riguarderebbe cinque periodi d’imposta:
2020 e 2021: annualità caratterizzate dagli effetti economici della pandemia, per le quali sarebbe prevista una riduzione dell’imposta sostitutiva.
2022, 2023 e 2024: annualità successive, per le quali si applicherebbe il meccanismo ordinario previsto dalla proposta.
L’inclusione del 2024 rappresenterebbe una delle principali novità rispetto alla precedente finestra temporale. L’obiettivo sarebbe consentire ai contribuenti interessati di regolarizzare anche l’ultimo periodo d’imposta compreso nel nuovo arco temporale.
Fino all’approvazione definitiva, tuttavia, le annualità indicate devono essere considerate come parte di una proposta e non come un ambito di applicazione già operativo.
Calcolo della base imponibile: le maggiorazioni legate agli ISA
Secondo il testo in esame, la base imponibile dell’imposta sostitutiva sarebbe determinata partendo dal maggior reddito dichiarato, aumentato in misura variabile in funzione del punteggio ISA.
| Punteggio ISA | Maggiorazione della base imponibile |
|---|---|
| Pari a 10 | 5% |
| Da 8 a meno di 10 | 10% |
| Da 6 a meno di 8 | 20% |
| Da 4 a meno di 6 | 30% |
| Da 3 a meno di 4 | 40% |
| Inferiore a 3 | 50% |
Il meccanismo prevede quindi maggiorazioni più contenute per i contribuenti con livelli di affidabilità fiscale elevati e incrementi più consistenti per quelli con punteggi inferiori.
Per determinare correttamente il costo della regolarizzazione sarà necessario ricostruire il punteggio ISA relativo a ciascuna annualità interessata.
Imposta sostitutiva: aliquote del 10%, 12% e 15%
Sulla base imponibile così determinata si applicherebbe un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, con aliquota graduata in base al punteggio ISA.
| Livello di affidabilità fiscale | Aliquota proposta |
|---|---|
| Pari o superiore a 8 | 10% |
| Pari o superiore a 6 e inferiore a 8 | 12% |
| Inferiore a 6 | 15% |
Per l’IRAP sarebbe prevista un’aliquota del 3,9%, applicata alla base imponibile determinata secondo i criteri indicati nella proposta.
Il sistema inciderebbe dunque su due elementi: la maggiorazione della base imponibile e l’aliquota applicabile. Entrambi dipenderebbero dal livello di affidabilità fiscale del contribuente.
Riduzione dell’imposta per il biennio Covid
Per le annualità 2020 e 2021 sarebbe prevista una riduzione del 30% dell’imposta sostitutiva dovuta, sia per la componente relativa alle imposte sui redditi sia per quella IRAP.
L’agevolazione terrebbe conto delle condizioni economiche straordinarie determinate dall’emergenza sanitaria e riprenderebbe un’impostazione già utilizzata nelle precedenti versioni della disciplina.
Per le annualità dal 2022 al 2024, invece, la proposta non prevede una riduzione specifica collegata alla pandemia.
Anche questa disposizione dovrà essere verificata alla luce del testo normativo definitivo e delle eventuali istruzioni applicative.
Importo minimo e modalità di pagamento
La proposta prevederebbe un importo minimo di 1.000 euro per ciascuna annualità oggetto di regolarizzazione.
I versamenti decorrerebbero dal 1° gennaio 2027. La prima o unica rata dovrebbe essere pagata entro il 15 marzo 2027, con possibilità di rateizzazione fino a dieci rate mensili.
Il pagamento avverrebbe tramite modello F24, con riferimento alla singola annualità interessata.
In concreto, per ogni periodo d’imposta il contribuente dovrebbe:
verificare il punteggio ISA;
determinare la base imponibile secondo le maggiorazioni previste;
applicare l’aliquota dell’imposta sostitutiva;
considerare l’eventuale riduzione del 30% per il 2020 e il 2021;
verificare il rispetto dell’importo minimo e delle scadenze di pagamento.
Copertura dagli accertamenti e valutazione della convenienza
Uno degli aspetti più rilevanti della possibile riapertura riguarda gli effetti della regolarizzazione sul rischio di accertamento delle annualità interessate.
L’eventuale definizione agevolata potrebbe offrire una maggiore stabilità fiscale per i periodi inclusi, ma la portata della copertura e i relativi limiti dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo. Non è quindi possibile considerare la proposta, allo stato attuale, come una garanzia già acquisita contro ogni possibile controllo o contestazione.
Prima di aderire, imprese, professionisti e consulenti dovranno confrontare il costo della sanatoria con il rischio fiscale residuo e con la convenienza del CPB 2026-2027.
La decisione dovrebbe tenere conto della situazione dichiarativa delle singole annualità, dei punteggi ISA, delle risorse finanziarie disponibili e degli effetti complessivi dell’adesione al concordato.