Dal periodo d’imposta 2026, i contribuenti in regime forfettario non potranno più beneficiare della riduzione di un anno dei termini di accertamento, anche se emettono esclusivamente fatture elettroniche. La novità, introdotta dall’articolo 21 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 (Decreto Omnibus), ripristina i termini ordinari previsti per i controlli fiscali.
La prima dichiarazione interessata sarà il Modello REDDITI 2027, relativo al periodo d’imposta 2026. In caso di dichiarazione regolarmente presentata, l’Agenzia delle Entrate potrà notificare l’accertamento entro il 31 dicembre 2032. Se la dichiarazione viene omessa, il termine si estende al 31 dicembre 2034.
Perché cambia la disciplina degli accertamenti per i forfettari
La precedente agevolazione era prevista dall’articolo 1, comma 74, della Legge n. 190/2014. La norma consentiva di ridurre di un anno i termini di decadenza dell’accertamento ai contribuenti forfettari il cui fatturato annuo fosse costituito esclusivamente da fatture elettroniche.
Il quadro è cambiato con l’estensione progressiva dell’obbligo di fatturazione elettronica: dal 1° luglio 2022 per i forfettari con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro nell’anno precedente e, dal 1° gennaio 2024, per tutti i contribuenti interessati, indipendentemente dall’ammontare dei ricavi o compensi.
Venuta meno la natura premiale della fatturazione elettronica, il legislatore ha eliminato la riduzione dei termini a partire dal periodo d’imposta 2026.
Quali sono i nuovi termini di accertamento del regime forfettario
Con l’applicazione delle regole ordinarie, i termini previsti dall’articolo 43 del D.P.R. n. 600/1973 sono i seguenti:
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Dichiarazione presentata: l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
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Dichiarazione omessa: l’accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
La nuova disciplina si applica dal periodo d’imposta 2026. Per il 2025 e per le annualità precedenti resta applicabile la normativa previgente, se sussistono le condizioni richieste per beneficiare della riduzione.
Modello REDDITI 2027: le scadenze da ricordare
| Periodo d’imposta | Dichiarazione | Termine di accertamento |
|---|---|---|
| 2025 | REDDITI 2026 | 31 dicembre 2030, se spetta la riduzione |
| 2026 | REDDITI 2027 presentato | 31 dicembre 2032 |
| 2026 | REDDITI 2027 omesso | 31 dicembre 2034 |
Il passaggio al termine ordinario comporta quindi un’estensione del periodo durante il quale l’Amministrazione finanziaria può effettuare controlli e notificare avvisi di accertamento.
Conservazione dei documenti fiscali: cosa devono fare i forfettari
Il cambiamento interessa anche la gestione e la conservazione della documentazione fiscale. Sebbene il regime forfettario preveda semplificazioni contabili, i contribuenti devono conservare i documenti necessari a dimostrare la corretta determinazione del reddito e il possesso dei requisiti per l’accesso e la permanenza nel regime.
È opportuno conservare, in particolare:
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fatture di acquisto e certificazioni ricevute;
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documentazione relativa ai ricavi e ai compensi percepiti;
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estratti conto e prospetti degli incassi;
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contratti e documenti utili a dimostrare il rispetto dei requisiti del regime.
Per il periodo d’imposta 2026, la conservazione documentale dovrà essere organizzata tenendo conto del termine ordinario di accertamento del 31 dicembre 2032, fatti salvi eventuali termini applicabili più lunghi o altre specifiche disposizioni.
Anche gli studi professionali dovranno aggiornare i propri scadenzari, distinguendo le annualità ancora soggette alla precedente agevolazione da quelle interessate dalla nuova disciplina.
Gli adempimenti operativi per contribuenti e professionisti
Per gestire correttamente la novità, è consigliabile:
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Applicare i termini ordinari di accertamento dal periodo d’imposta 2026, indipendentemente dall’utilizzo esclusivo della fatturazione elettronica.
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Impostare al 31 dicembre 2032 la scadenza relativa al Modello REDDITI 2027 regolarmente presentato.
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Considerare il 31 dicembre 2034 come termine ordinario in caso di dichiarazione omessa.
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Aggiornare gli archivi e i piani di conservazione documentale.
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Verificare la documentazione relativa ai ricavi, ai compensi e ai requisiti di permanenza nel regime forfettario.