Chi riceve un accertamento fiscale basato sul redditometro può contestarlo dimostrando con documenti la provenienza delle somme utilizzate per sostenere le spese contestate. La Cassazione ribadisce che non basta presentare un semplice prospetto riepilogativo: occorre fornire prove concrete, coerenti con gli importi e con il periodo in cui il denaro era effettivamente disponibile.
Tra i documenti utili figurano gli estratti conto bancari, che possono aiutare a dimostrare quando le somme sono entrate nella disponibilità del contribuente e se erano sufficienti a finanziare le spese considerate dall’Agenzia delle Entrate.
Redditometro: come superare la presunzione fiscale
L’accertamento sintetico del reddito si basa sul confronto tra il reddito dichiarato e le spese sostenute o gli elementi indicativi della capacità contributiva. Quando l’Amministrazione finanziaria presume che il contribuente abbia percepito redditi non dichiarati, spetta a quest’ultimo fornire una prova contraria adeguata.
La difesa deve quindi documentare la provenienza lecita delle risorse e collegarle alle spese contestate, tenendo conto sia degli importi sia della disponibilità del denaro nel periodo interessato.
Perché gli estratti conto sono importanti
Gli estratti conto possono rappresentare una prova significativa perché consentono di ricostruire i movimenti bancari e la disponibilità delle somme nel tempo. La documentazione deve essere sufficientemente dettagliata da permettere di verificare la corrispondenza tra le risorse disponibili e le spese oggetto dell’accertamento.
Un prospetto elaborato dal contribuente, se incompleto o privo di riscontri documentali, potrebbe non essere sufficiente a superare la presunzione fiscale.
Come preparare la difesa
In caso di accertamento da redditometro è opportuno raccogliere e organizzare:
Estratti conto bancari, per ricostruire la disponibilità delle somme e i relativi movimenti.
Documenti sulla provenienza del denaro, come atti, ricevute o altra documentazione pertinente.
Prove degli importi e dei periodi di disponibilità, per collegare le risorse alle spese contestate.
Documentazione delle spese sostenute, utile a ricostruire la situazione finanziaria complessiva.
La documentazione va valutata nel suo insieme, verificando che sia coerente con le contestazioni formulate dall’Agenzia delle Entrate.
Cosa cambia per contribuenti e professionisti
L’orientamento della Cassazione richiama l’importanza di una difesa fondata su prove documentali verificabili. Per contribuenti, professionisti e imprenditori individuali, conservare gli estratti conto e i documenti relativi alla provenienza delle somme può fare la differenza nel corso del contraddittorio e dell’eventuale contenzioso tributario.
La strategia difensiva deve essere costruita sul caso concreto: non è sufficiente dimostrare genericamente di avere avuto disponibilità economiche, ma occorre fornire elementi idonei a spiegare gli importi e la loro collocazione temporale rispetto alle spese contestate.