Uno degli aspetti centrali della nuova disciplina riguarda la differenza tra il maggior reddito accertato alla società e la distribuzione degli utili ai soci.
L’utile societario rappresenta un incremento del patrimonio netto derivante dalla gestione. Non coincide necessariamente con una somma di denaro già distribuita: per esempio, alcune riprese fiscali possono aumentare il reddito imponibile senza generare liquidità aggiuntiva.
Per il socio, invece, il reddito di capitale rilevante ai fini fiscali è collegato agli utili effettivamente percepiti, secondo la disciplina tributaria applicabile.
Di conseguenza, il maggior imponibile accertato in capo alla società non dovrebbe tradursi automaticamente, per lo stesso importo, in reddito imponibile del socio. Occorre considerare se esistano componenti extracontabili che abbiano generato una disponibilità finanziaria suscettibile di distribuzione.
La finalità della riforma
La modifica attua i principi della legge delega n. 111 del 9 agosto 2023, che ha previsto di limitare la presunzione di distribuzione ai casi in cui siano accertati componenti positivi non contabilizzati oppure componenti negativi inesistenti.
La nuova disposizione mira quindi a rendere più rigoroso il collegamento tra l’accertamento fiscale effettuato nei confronti della società e l’eventuale tassazione dei soci. Resta centrale la necessità di distinguere il reddito societario dalla provvista finanziaria che potrebbe essere stata distribuita.
Accertamenti precedenti e procedimenti ancora pendenti
Un tema rilevante riguarda l’applicazione delle nuove regole agli accertamenti anteriori al 12 agosto 2026 e ai giudizi ancora in corso. La disciplina transitoria richiede di chiarire quale sia l’impatto della modifica sui procedimenti già avviati e sulle contestazioni formulate sulla base delle regole precedenti.
Per questo aspetto è necessario verificare le disposizioni transitorie applicabili e gli eventuali chiarimenti interpretativi, evitando di dare per scontata l’applicazione automatica della nuova norma a ogni controversia pendente.
Cosa cambia per società e soci
Per le società di capitali con una compagine sociale ristretta, la riforma rende particolarmente importante documentare le componenti reddituali contestate e distinguere le variazioni fiscali che incidono sul reddito da quelle che possono aver generato disponibilità finanziarie.
Anche per i soci diventa fondamentale valutare gli elementi utilizzati dall’Amministrazione finanziaria e l’eventuale possibilità di fornire prova contraria alla presunzione.
In conclusione, l’articolo 23 del D.Lgs. 148/2026 circoscrive la presunzione di distribuzione degli utili e rafforza la necessità di distinguere il maggior reddito accertato alla società dalle somme effettivamente attribuibili ai soci. Gli effetti della riforma sugli accertamenti precedenti e sui giudizi pendenti restano un profilo da esaminare alla luce della disciplina transitoria applicabile.