La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 25143 del 13 settembre 2025, ha chiarito che, in caso di licenziamento illegittimo, il trattamento di fine rapporto (TFR) non può essere considerato nel calcolo del risarcimento spettante al lavoratore.
Il principio stabilisce che il TFR non rappresenta una forma di compensazione economica sostitutiva della retribuzione perduta, ma un diritto autonomo e distinto, maturato in relazione all’intero rapporto di lavoro. Pertanto, non può essere detratto dall’importo dovuto a titolo di indennizzo. La pronuncia consolida un orientamento giurisprudenziale favorevole ai lavoratori e rafforza la tutela contro i licenziamenti privi di giustificato motivo.
Le aziende, in caso di licenziamento illegittimo, sono quindi chiamate a una maggiore attenzione nella gestione delle cessazioni del rapporto, per evitare contenziosi e costi aggiuntivi.