La Legge di Bilancio 2026 introduce un insieme articolato di misure che incidono sul mercato del lavoro, sul sistema previdenziale e sulle politiche di sostegno alle famiglie. L’obiettivo della manovra è favorire l’occupazione stabile, rafforzare le tutele sociali e accompagnare la transizione demografica ed economica del Paese.
Tra i principali interventi figurano nuovi incentivi alle assunzioni, la proroga di strumenti previdenziali già esistenti, modifiche alla NASpI e un rafforzamento delle misure dedicate ai genitori lavoratori.
Incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 viene introdotto un nuovo esonero contributivo parziale per i datori di lavoro privati che effettuano assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratti a termine. L’agevolazione consiste in una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL, per una durata massima di 24 mesi.
La misura è rivolta in particolare all’occupazione giovanile, femminile e alle imprese operanti nei territori della ZES unica del Mezzogiorno. I criteri applicativi e i limiti di spesa saranno definiti con successivi provvedimenti attuativi.
Esonero contributivo per l’assunzione di madri lavoratrici
È previsto un esonero contributivo totale per le assunzioni di donne con almeno tre figli minorenni che risultino prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. L’incentivo copre il 100% dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 8.000 euro annui.
La durata dell’agevolazione varia in base alla tipologia contrattuale: 12 mesi per i contratti a tempo determinato, 18 mesi in caso di successiva trasformazione a tempo indeterminato e 24 mesi per le assunzioni dirette a tempo indeterminato. Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e l’apprendistato, così come la cumulabilità con altri esoneri contributivi.
Trasformazione del rapporto di lavoro e conciliazione vita-lavoro
Per favorire l’equilibrio tra vita professionale e familiare, la manovra riconosce una priorità nella trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale ai lavoratori con almeno tre figli conviventi. Ai datori di lavoro che concedono tale trasformazione senza riduzione del monte ore complessivo è riconosciuto un esonero contributivo totale fino a 3.000 euro annui per un massimo di 24 mesi.
Ammortizzatori sociali e sostegno al reddito
La Legge di Bilancio 2026 proroga e rifinanzia diversi strumenti di integrazione salariale, con particolare attenzione alle aree di crisi industriale, alle imprese in fase di cessazione e ad alcuni settori strategici. L’intervento mira a garantire continuità di reddito ai lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione o riconversione produttiva.
NASpI anticipata: nuove regole dal 2026
Dal 2026 cambia la modalità di erogazione della NASpI anticipata per chi avvia un’attività autonoma o imprenditoriale. L’importo non sarà più liquidato in un’unica soluzione, ma suddiviso in due tranche: una prima quota pari al 70% all’avvio dell’attività e una seconda pari al 30% al termine del periodo di spettanza, a condizione che il beneficiario non si sia rioccupato come lavoratore subordinato. In caso di nuova occupazione, è previsto l’obbligo di restituzione delle somme percepite.
Previdenza: proroga dell’APE sociale e requisiti pensionistici
Viene prorogata fino al 31 dicembre 2026 l’APE sociale, destinata a disoccupati, caregiver, lavoratori con invalidità e addetti a mansioni gravose che abbiano maturato almeno 63 anni e 5 mesi di età. L’indennità è riconosciuta fino al conseguimento della pensione e non è cumulabile con redditi da lavoro, salvo eccezioni limitate.
Per quanto riguarda i requisiti pensionistici, è previsto un incremento di un mese a partire dal 2027, con applicazione piena dal 2028. Restano tuttavia previste deroghe per lavoratori usuranti, gravosi e precoci.
Incentivo al posticipo del pensionamento
È confermata anche per il 2026 la misura che incentiva il posticipo del pensionamento. I lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata, scelgono di restare in servizio possono ricevere direttamente in busta paga i contributi previdenziali non versati, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Previdenza complementare e TFR
La manovra interviene anche sulla previdenza complementare, aumentando il limite annuo di deducibilità dei contributi e introducendo maggiore flessibilità nelle modalità di erogazione delle prestazioni. Le nuove regole si applicano dal 1° luglio 2026.
Dalla stessa data è prevista l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti, con la possibilità di rinuncia o di scelta di un fondo alternativo entro 60 giorni dall’assunzione.
Misure per le famiglie e i genitori lavoratori
Per il solo anno 2026 viene introdotto un contributo mensile di 60 euro destinato alle lavoratrici madri con due o più figli, in alternativa alla decontribuzione prevista negli anni successivi. Il contributo è erogato dall’INPS, non è imponibile e non incide sull’ISEE.
Sono inoltre rafforzate le tutele per i genitori, con l’estensione del congedo parentale, l’aumento dei permessi per malattia dei figli e nuove misure di supporto per le famiglie con figli disabili.
Lavoro occasionale in agricoltura
Dal 2026 il lavoro occasionale in agricoltura diventa una misura strutturale. Il rapporto può avere una durata massima di 45 giornate annue per ciascun lavoratore ed è riservato a specifiche categorie, come disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati. I compensi devono essere corrisposti esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.
La Legge di Bilancio 2026 consolida un impianto di interventi orientato alla stabilità occupazionale, alla sostenibilità del sistema previdenziale e al sostegno delle famiglie. Le misure introdotte richiedono un’attenta valutazione operativa per imprese e lavoratori, anche alla luce dei futuri decreti attuativi che ne definiranno i dettagli applicativi.