Con la legge n. 199/2025 (Manovra 2026) cambiano in modo significativo le regole sulla gestione del TFR in azienda e sull’accesso alla previdenza complementare. Le novità introducono nuovi obblighi per i datori di lavoro e modificano le modalità di adesione dei lavoratori ai fondi pensione.
Obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS
Dal 1° gennaio 2026 scatta l’obbligo di versare il TFR maturando dei lavoratori dipendenti al Fondo di Tesoreria INPS per le aziende con almeno 60 dipendenti. Per le imprese con forza lavoro inferiore, l’obbligo decorre dall’anno successivo a quello in cui viene raggiunta la soglia occupazionale.
La Manovra 2026 amplia progressivamente l’ambito di applicazione dell’obbligo, superando il riferimento esclusivo al primo anno di attività e introducendo il criterio della media annuale dei dipendenti nell’anno solare precedente.
Estensione graduale delle soglie dimensionali
In particolare:
- dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, l’obbligo si applica ai datori di lavoro che raggiungono la soglia di 60 dipendenti in qualunque momento, sulla base della media annua dell’anno precedente;
- dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2031, la soglia viene ridotta a 50 dipendenti, con le stesse modalità di calcolo;
- dal 1° gennaio 2032, la soglia scenderà ulteriormente a 40 dipendenti.
Questa progressiva riduzione estende il numero di imprese tenute al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria, incidendo in modo strutturale sulla gestione della liquidità aziendale.
Nuove regole per la previdenza complementare
Un’ulteriore novità riguarda i lavoratori di prima assunzione. A partire da luglio 2026, l’iscrizione alla previdenza complementare avverrà automaticamente, salvo rinuncia espressa da parte del lavoratore entro 60 giorni. Attualmente, il termine per esercitare l’opzione è di sei mesi.
Il meccanismo del silenzio-assenso produrrà effetti non solo sul conferimento del TFR, ma anche sul versamento dei contributi alla previdenza integrativa, sia a carico del datore di lavoro sia del lavoratore.
Impatti per imprese e lavoratori
Le nuove disposizioni rafforzano il ruolo della previdenza pubblica e complementare nella gestione del TFR e riducono progressivamente la possibilità per le imprese di trattenere il trattamento di fine rapporto in azienda. Per i datori di lavoro diventa quindi essenziale monitorare attentamente la dimensione occupazionale e pianificare gli effetti finanziari delle nuove soglie, mentre per i lavoratori aumenta l’automatismo nell’adesione ai fondi pensione, con riflessi diretti sulle future prestazioni previdenziali.