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Nuovo Codice degli Incentivi: regole più rigide, premialità e controlli centralizzati

Il Governo ha approvato un decreto che introduce il nuovo Codice degli Incentivi, un insieme organico di regole che ridefinisce l’accesso, la gestione e il monitoraggio dei contributi pubblici destinati alle imprese. La riforma punta a superare la frammentazione degli aiuti, eliminare i cosiddetti “incentivi a pioggia” e garantire una programmazione più efficace delle risorse.

Programmazione triennale e ruolo del Tavolo permanente

La concessione di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto sarà regolata da una programmazione triennale.
Il coordinamento e la valutazione degli strumenti agevolativi saranno affidati al Tavolo permanente degli incentivi, istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Questo organismo avrà il compito di:

  • evitare sovrapposizioni e duplicazioni;
  • monitorare l’efficacia delle agevolazioni;
  • raccordare le strategie industriali nazionali con quelle regionali;
  • valutare la disponibilità delle risorse.

L’obiettivo è costruire un sistema unitario, coerente e sostenuto anche dalla Commissione europea.

Elementi premianti e cause di esclusione

Il nuovo Codice introduce criteri che favoriscono o limitano l’accesso agli incentivi.

Elementi premianti

Costituiranno condizioni favorevoli per la concessione degli aiuti:

  • possesso del rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere;
  • valorizzazione del lavoro giovanile e femminile (welfare aziendale, riduzione dei divari salariali, tutela della genitorialità);
  • misure a sostegno della natalità e dell’occupazione di persone con disabilità.
Cause di esclusione

Saranno motivo di esclusione:

  • irregolarità previdenziali (il Durc sarà acquisito d’ufficio);
  • mancanza della polizza catastrofale per i rischi naturali;
  • operazioni di delocalizzazione.
Nuove regole su Durc e delocalizzazione

La verifica del Durc per le agevolazioni sugli investimenti sarà effettuata d’ufficio.
L’agevolazione potrà essere concessa solo se l’impresa risulta regolare entro la validità del Durc, pari a 120 giorni dalla data di rilascio.

Per quanto riguarda la delocalizzazione:

  • l’impresa decadrà dagli incentivi se trasferisce l’attività prima di 5 anni dal completamento dell’investimento;
  • il termine sale a 10 anni per le grandi imprese.

In caso di violazione, l’impresa dovrà restituire le somme percepite, con maggiorazioni che possono arrivare fino a quattro volte l’importo ricevuto.
È inoltre prevista l’esclusione da futuri incentivi per 5 o 10 anni, a seconda delle dimensioni dell’impresa.

Controlli e valutazione degli incentivi

Rientrano nel nuovo sistema:

  • finanziamenti agevolati
  • strumenti rimborsabili
  • interventi nel capitale di rischio
  • agevolazioni contributive e fiscali (tranne quelle automatiche)
  • altri strumenti previsti dai bandi in coerenza con le norme nazionali ed europee

Un elemento centrale della riforma è il ciclo di vita dell’incentivo, che comprende monitoraggi:

  • ex ante
  • in itinere
  • ex post

Il fine è verificare risultati, impatti economici, sociali e occupazionali, garantendo un uso efficiente delle risorse pubbliche.

Il nuovo Codice degli Incentivi rappresenta una riforma strutturale che punta a razionalizzare gli aiuti alle imprese, premiando comportamenti virtuosi e rafforzando il sistema dei controlli. Con criteri più chiari, verifiche più rigorose e una governance centralizzata, il Governo intende garantire un utilizzo più efficace e trasparente delle risorse per lo sviluppo produttivo.

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