Il 2026 porta con sé un pacchetto di agevolazioni importanti per l’agricoltura, che riguardano fisco, investimenti, lavoro e produzione di energia rinnovabile.
Le misure introdotte dalla Manovra mirano soprattutto a sostenere le piccole e medie realtà agricole, rendendo più stabili e prevedibili le regole fiscali.
Esenzione IRPEF sui redditi agricoli: cosa cambia nel 2026
Anche per il 2026 viene confermata la detassazione IRPEF per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP).
In concreto:
- nessuna IRPEF sui redditi agricoli fino a 10.000 euro;
- tassazione ridotta al 50% per la parte di reddito compresa tra 10.000 e 15.000 euro;
- oltre i 15.000 euro si applica la tassazione ordinaria.
Nel calcolo delle soglie non rientrano pensioni, indennità e compensi legati a cariche pubbliche o associative nel settore agricolo.
L’agevolazione spetta solo a chi:
- è iscritto alla previdenza agricola;
- dedica almeno il 50% del proprio tempo di lavoro all’attività agricola;
- ricava dall’agricoltura almeno il 50% del reddito (percentuali ridotte al 25% per zone montane o svantaggiate).
Chi può beneficiare delle agevolazioni come IAP
La qualifica di imprenditore agricolo professionale è riconosciuta anche in presenza di alcune forme societarie, tra cui:
- società di persone con almeno un socio IAP;
- società di capitali o cooperative con almeno un amministratore-socio IAP (valida per una sola società).
Credito d’imposta per investimenti agricoli
Tra le novità più rilevanti delle agevolazioni 2026 per l’agricoltura, c’è un nuovo credito d’imposta per gli investimenti delle imprese agricole.
L’agevolazione:
- copre il 40% degli investimenti;
- è valida per spese fino a 1 milione di euro;
- riguarda macchinari, beni strumentali e software legati alla digitalizzazione e alla transizione energetica;
- si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028.
La misura è rivolta alle imprese della produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura.
Proroga delle agevolazioni IRPEF: chi resta escluso
Il regime agevolato sui redditi dominicali e agrari non si applica a:
- società agricole di persone;
- società a responsabilità limitata;
- cooperative che hanno scelto la tassazione catastale prevista dal TUIR.
Per queste realtà continuano a valere le regole ordinarie.
Lavoro occasionale in agricoltura: regole più stabili
La Manovra 2026 rende strutturale la disciplina sul lavoro occasionale in agricoltura, pensata per affrontare i picchi stagionali.
Le imprese agricole possono assumere lavoratori a tempo determinato per:
- un massimo di 45 giornate all’anno per ciascun lavoratore;
- attività stagionali.
La misura è rivolta a:
- disoccupati;
- giovani fino a 25 anni;
- pensionati (senza limiti legati a rapporti di lavoro precedenti).
L’obiettivo è rendere più semplice il reperimento di manodopera, garantendo regole chiare e stabili.
Fotovoltaico in agricoltura: cosa cambia dal 2026
Cambiano le regole fiscali per gli impianti fotovoltaici a terra installati in zone agricole.
La novità principale riguarda la data che conta:
- non rileva più quando l’impianto entra in funzione;
- conta la data di installazione.
Gli impianti installati dopo il 31 dicembre 2025 che superano i 260.000 kWh annui vedranno i ricavi eccedenti tassati con i regimi ordinari (IRPEF o IRES), oppure con un coefficiente di redditività del 25%.
La data di installazione deve essere registrata nel sistema nazionale degli impianti di produzione.
Restano invariati i limiti oltre i quali la produzione di energia non è più considerata attività agricola connessa:
- 2.400.000 kWh annui per energia da fonti agroforestali;
- 260.000 kWh annui per il fotovoltaico;
- carburanti e prodotti chimici di origine agroforestale, se provenienti prevalentemente dal fondo.
Superate queste soglie, si applica la tassazione ordinaria.