La Circolare n. 1 del 16 gennaio 2026 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro offre una lettura sistematica delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di lavoro, previdenza e fisco, evidenziandone le ricadute operative per imprese, lavoratori e professionisti.
La Manovra si inserisce in un contesto macroeconomico caratterizzato da vincoli stringenti di finanza pubblica e dal rispetto dei parametri europei, ma conferma una chiara linea di politica economica orientata al sostegno di lavoro, famiglie e competitività del sistema produttivo.
Detassazione dei rinnovi contrattuali e premi di produttività
Uno degli interventi di maggiore rilievo riguarda l’introduzione, per il solo anno 2026, di un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti nel periodo 2024-2026.
La misura:
- è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato;
- si applica a chi percepisce un reddito non superiore a 33.000 euro;
- riguarda esclusivamente gli aumenti previsti dai contratti nazionali, restando esclusi quelli territoriali e aziendali.
Parallelamente, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato viene ridotta dal 5% all’1%, mentre il limite massimo agevolabile è innalzato a 5.000 euro, rafforzando il collegamento tra produttività e retribuzione.
Trattamento integrativo speciale per il turismo
Per il comparto del turismo e dei pubblici esercizi è confermato anche per il 2026 il trattamento integrativo speciale del 15% sulle retribuzioni lorde riferite:
- al lavoro notturno;
- allo straordinario festivo.
La misura si applica dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 e risponde all’esigenza di rendere più attrattive le prestazioni lavorative in un settore che continua a soffrire una strutturale carenza di manodopera.
Incentivi alle assunzioni e occupazione femminile
La Legge di Bilancio 2026 introduce nuove misure di decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato di:
- giovani;
- donne svantaggiate;
- lavoratori nelle aree della ZES Unica Mezzogiorno.
Le misure si pongono in continuità con il cosiddetto Decreto Coesione, ma la loro piena operatività resta subordinata al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e all’emanazione dei decreti attuativi.
Di particolare rilievo sono inoltre gli interventi a favore delle lavoratrici madri, che combinano sostegni diretti al reddito e agevolazioni contributive per i datori di lavoro che ne favoriscono l’occupazione stabile.
Ammortizzatori sociali e NASpI
Sul fronte degli ammortizzatori sociali, la Manovra rifinanzia per il 2026 diversi strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, con particolare attenzione:
- alle aree di crisi industriale complessa;
- alle imprese strategiche;
- a specifici settori produttivi.
Viene inoltre modificata la disciplina della NASpI anticipata, prevedendo un’erogazione in due tranche, al fine di rafforzare il controllo sull’effettivo utilizzo della misura come incentivo all’autoimprenditorialità.
Previdenza complementare e TFR
Rilevanti anche le novità in materia di previdenza complementare, con:
- l’innalzamento del limite di deducibilità dei contributi;
- l’estensione del meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione per i lavoratori di prima assunzione.
La Manovra interviene inoltre sulla gestione del TFR, ampliando progressivamente la platea dei datori di lavoro obbligati al versamento al Fondo di Tesoreria INPS.
Genitorialità e conciliazione vita-lavoro
La Legge di Bilancio 2026 rafforza il sistema di tutele per la genitorialità, estendendo:
- fino ai 14 anni l’età del minore per la fruizione del congedo parentale;
- i permessi per la malattia dei figli.
Sono previsti ulteriori interventi per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro, anche attraverso incentivi alla trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo parziale.