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Lavoratori in congedo parentale: un anno in più per il contratto a termine di sostituzione

Il disegno di legge di Bilancio 2026 introduce una modifica significativa al D.Lgs. n. 151/2001, ampliando le possibilità di utilizzo del contratto a tempo determinato per la sostituzione di lavoratrici e lavoratori in congedo parentale. L’obiettivo è favorire un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, sostenendo il rientro graduale dei genitori dopo la nascita o l’accoglienza di un figlio.

La novità principale: proroga del contratto di sostituzione

Il Ddl Bilancio 2026 prevede la possibilità di prolungare il contratto a termine stipulato per la sostituzione del personale in congedo parentale con un ulteriore periodo di affiancamento, di durata non superiore al primo anno di età del bambino.
Questa estensione è inserita attraverso l’introduzione del nuovo comma 2-bis all’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001.

La misura consente al datore di lavoro di continuare ad avvalersi del dipendente sostituto anche dopo il rientro della lavoratrice o del lavoratore titolare, garantendo un passaggio graduale e più sostenibile.

Quadro normativo vigente

L’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 già prevede che:

  • l’assunzione per sostituzione può avvenire fino a un mese prima dell’inizio del congedo (la contrattazione collettiva può stabilire periodi più estesi);
  • nelle aziende con meno di 20 dipendenti, il datore di lavoro ha diritto a uno sgravio contributivo del 50% per l’assunzione a termine;
  • tale sgravio si applica fino al compimento del primo anno di età del figlio o per un anno dall’accoglienza in caso di adozione o affidamento.
Evoluzione normativa sul congedo parentale

Negli ultimi anni il legislatore è più volte intervenuto a rafforzare le tutele per maternità e paternità. Le principali modifiche derivano da:

  • D.Lgs. 105/2022
  • Legge 197/2022 (Bilancio 2023)
  • Legge 213/2023 (Bilancio 2024)
  • Legge 207/2024 (Bilancio 2025)
  • Ddl Bilancio 2026

Queste norme hanno ampliato i periodi indennizzabili e rafforzato gli strumenti di conciliazione vita-lavoro.

Finalità della nuova misura

L’inserimento del nuovo comma 2-bis risponde a una logica di sostegno alla genitorialità e mira a:

  • consentire un rientro più graduale della lavoratrice o del lavoratore dopo il congedo;
  • facilitare la conciliazione tra vita privata e professionale;
  • permettere un affiancamento operativo tra sostituto e titolare;
  • dare maggiore flessibilità organizzativa alle imprese.

La proroga del contratto a termine per la sostituzione dei lavoratori in congedo parentale introduce uno strumento utile per accompagnare il rientro dei genitori e migliorare la gestione organizzativa delle imprese. Il nuovo impianto normativo rafforza le politiche di parità di genere e conciliazione vita-lavoro, sostenendo un equilibrio più efficace tra esigenze familiari e produttive.

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