Con la sentenza n. 9484/2025, il Consiglio di Stato ha fornito un chiarimento di particolare rilievo in tema di verifica dell’equivalenza delle tutele tra diversi contratti collettivi negli appalti pubblici. Viene ribadito che la valutazione non può essere ridotta a un mero confronto numerico degli scostamenti tra i CCNL, ma deve basarsi su una valutazione complessiva e sostanziale della tutela garantita ai lavoratori.
La pronuncia ridimensiona le rigidità applicative dei criteri richiamati nella relazione illustrativa dell’ANAC allegata al bando tipo 1/2023, criteri che erano stati recentemente aggiornati e confermati anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo l’entrata in vigore del decreto correttivo.
La valutazione non è solo aritmetica
Secondo il Consiglio di Stato, l’equivalenza tra contratti collettivi non può essere verificata limitandosi a:
- differenze retributive puntuali
- scostamenti su singole voci contrattuali
- raffronti numerici isolati
Il giudizio deve invece tradursi in una valutazione complessiva della tutela assicurata, considerando l’effettivo livello di protezione garantito al lavoratore nel suo insieme, sotto il profilo economico, normativo e organizzativo.
L’obiettivo della verifica di equivalenza
La finalità della verifica non è quella di individuare singole anomalie di dettaglio. L’obiettivo centrale è accertare se:
- l’offerta nel suo complesso è attendibile
- l’offerta è affidabile rispetto alla corretta esecuzione dell’appalto
- le tutele risultano complessivamente adeguate al risultato da perseguire
La valutazione deve quindi essere orientata alla sostanza del rapporto di lavoro e non limitata a rigidi parametri formali.
Implicazioni operative negli appalti pubblici
L’orientamento espresso dalla sentenza introduce maggiore flessibilità nell’interpretazione dell’equivalenza tra CCNL, ma allo stesso tempo richiede un’analisi più approfondita e strutturata delle condizioni offerte ai lavoratori.
Per le stazioni appaltanti ciò significa:
- superare letture meramente automatiche dei criteri
- valutare in modo complessivo l’assetto delle tutele
- motivare in modo più articolato le scelte di equivalenza
Per le imprese, la pronuncia rafforza l’importanza di dimostrare la solidità complessiva dell’offerta, oltre la semplice corrispondenza numerica dei trattamenti contrattuali.