L’INPS ha annunciato l’introduzione di nuove modalità di comunicazione degli eventi di malattia nel flusso UniEmens, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle informazioni contributive e ridurre il rischio di errori nelle denunce mensili.
Il 12 marzo 2026, il direttore generale vicario dell’INPS ha comunicato l’imminente pubblicazione di un messaggio ufficiale con ulteriori chiarimenti operativi, in particolare per i casi in cui il datore di lavoro o il consulente non dispongano ancora dei dati identificativi del certificato di malattia.
Nuovo codice per evitare il blocco della denuncia contributiva
Per evitare che l’assenza di queste informazioni impedisca l’invio della denuncia contributiva – con conseguente rischio di sanzioni per il datore di lavoro – la procedura online è stata aggiornata.
In questi casi sarà possibile indicare uno specifico codice (“N”), che segnala l’assenza dei dati identificativi della malattia e consente comunque la trasmissione del flusso UniEmens.
Quando entrano in vigore le nuove regole
Le nuove modalità, inizialmente previste per gennaio, entrano a regime dal mese di marzo 2026.
Questo significa che il primo invio interessato sarà quello relativo alla competenza di marzo, da trasmettere entro fine aprile 2026.
Le principali novità operative
Tra le modifiche introdotte è prevista anche:
la compilazione del calendario giornaliero per gli eventi di malattia dei dipendenti;
l’obbligo di indicare il dato identificativo del certificato di malattia in un campo dedicato.
Nel dettaglio dovrà essere inserito:
il codice PUC (Protocollo Unico Certificato) in caso di certificato medico telematico;
nei rari casi di certificato cartaceo, il relativo protocollo oppure la data di inizio della malattia.
Implicazioni per aziende e consulenti del lavoro
Le nuove regole richiedono maggiore attenzione nella gestione e nella compilazione dei flussi UniEmens, soprattutto nella registrazione degli eventi di malattia. Tuttavia, l’introduzione del nuovo codice di segnalazione consente di evitare blocchi nell’invio delle denunce contributive quando i dati del certificato non sono ancora disponibili.