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SEO e Intelligenza Artificiale: come farsi trovare anche dalle ricerche AI

Negli ultimi anni la ricerca SEO ha fatto un salto enorme con l’Intelligenza Artificiale. Se prima ci affidavamo quasi solo a Google, oggi molti utenti iniziano le ricerche direttamente su sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT, Google Gemini o Microsoft Copilot. Questi strumenti non mostrano una lista di link da cliccare, ma forniscono subito una risposta sintetica. Secondo un rapporto di PwC (PricewaterhouseCoopers), entro il 2030 l’IA potrebbe influenzare oltre il 45% delle interazioni digitali quotidiane, inclusi i processi di ricerca. Questo significa che per le aziende non si tratta più soltanto di posizionarsi tra i primi risultati, ma di essere inseriti direttamente nelle risposte che le AI generano.

SEO classico e SEO per l’AI: cosa cambia

Il SEO tradizionale rimane fondamentale, ma non basta più. Oggi entrano in gioco concetti come Answer Engine Optimization (AEO) e Generative Engine Optimization (GEO), che hanno un obiettivo differente: rendere i contenuti “citabili” dalle AI. Se il SEO classico si concentra soprattutto sul posizionamento su Google, l’AEO lavora affinché i testi vengano compresi e ripresi dai sistemi di intelligenza artificiale. Questo significa scrivere in modo chiaro e naturale, dare risposte dirette a domande frequenti, inserire dati concreti e organizzare le informazioni in schemi, paragrafi brevi o tabelle facilmente leggibili.

Un altro elemento centrale è l’autorevolezza: i contenuti che provengono da fonti affidabili e che mostrano competenza costante su un tema hanno molte più possibilità di essere usati dall’AI. Secondo una ricerca di HubSpot, il 75% degli utenti tende a fidarsi di più delle risposte AI quando riportano citazioni da brand riconoscibili.

Cinque buone pratiche per rendere il sito “AI-ready”

Per iniziare a muoversi in questa direzione, ci sono alcuni accorgimenti utili:

  1. Scrivere pensando alle domande dei clienti. Le persone si rivolgono alle AI con domande dirette, quindi conviene produrre testi che rispondano con chiarezza e senza giri di parole. Uno studio di BrightEdge (2024) mostra che oltre il 60% delle query AI hanno forma conversazionale.
  2. Approfondire gli argomenti. Google e i sistemi AI preferiscono siti che dimostrano competenza in maniera continuativa, non articoli isolati. Secondo SEMrush, i siti che costruiscono “topic cluster” ottengono in media il 22% di visibilità organica in più.
  3. Aggiungere dati strutturati. L’uso di Schema.org e metadati chiari aiuta i motori a interpretare meglio il contenuto: un report di Schema App evidenzia un incremento medio del 30% di click-through rate (CTR) per i siti che lo implementano correttamente.
  4. Rendere i contenuti citabili. Checklist, numeri, tabelle e FAQ integrate nel testo aumentano la possibilità che un’informazione venga ripresa. Non a caso, gli articoli che includono almeno un dato numerico hanno il 36% di probabilità in più di essere citati nei risultati AI.
  5. Monitorare la propria presenza. Strumenti dedicati permettono di capire se e come un sito viene citato nelle risposte generate dall’AI. Secondo Gartner, entro il 2026 oltre il 40% delle aziende utilizzerà tool specifici di monitoraggio SEO + AI.
GEO: la nuova frontiera del SEO

Negli Stati Uniti si parla già di Generative Engine Optimization (GEO), un approccio specifico per i motori generativi. Non basta ottimizzare per le keyword: bisogna creare contenuti che possano essere usati direttamente da un modello di intelligenza artificiale per costruire una risposta. Ecco perché conviene inserire statistiche e dati verificabili, proporre informazioni in tabelle o infografiche e mantenere aggiornati i contenuti evergreen. In questo modo un sito ha più possibilità di diventare una fonte utile per le nuove tecnologie di ricerca. Un’indagine di McKinsey & Company prevede che entro il 2025 oltre il 20% delle risposte AI nei settori marketing e comunicazione sarà basato su contenuti aziendali “ottimizzati per la generazione”.

Perché questo passaggio è importante

In un contesto in cui gli utenti chiedono sempre più spesso alle AI consiglio su aziende, prodotti e servizi, la capacità di un sito di essere compreso e riportato nelle risposte diventerà un fattore competitivo decisivo. Chi inizia ad adattare i propri contenuti oggi, integrando SEO classico con AEO e GEO, si prepara a un modo di fare ricerca che sta già cambiando e che nei prossimi anni diventerà lo standard.

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