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Contratti di mutuo nulli senza indicazione del divisore Euribor

L’Euribor torna al centro del dibattito giudiziario nelle controversie sui contratti di mutuo nulli. Questa volta il tema non riguarda la presunta manipolazione del parametro bancario, ma la mancata indicazione del divisore utilizzato per il calcolo degli interessi, ossia se il tasso debba essere calcolato su base 360 oppure 365 giorni.

La questione sta assumendo particolare rilevanza soprattutto per molti mutui stipulati negli anni passati, nei quali viene richiamato genericamente l’Euribor a 3, 6 o 12 mesi senza specificare il criterio di calcolo adottato.

La decisione del Tribunale di Milano

Ad alimentare il confronto giurisprudenziale è stata la sentenza n. 2591 del 25 marzo 2026 della Sesta Sezione Civile del Tribunale di Milano.

Il giudice Michela Guantario ha dichiarato nullo un contratto di mutuo proprio perché la clausola relativa agli interessi non indicava chiaramente se il parametro Euribor dovesse essere calcolato su base 360 o 365 giorni.

La decisione richiama l’ordinanza n. 20801/2024 della Corte di Cassazione, secondo cui una clausola sugli interessi è valida solo quando il tasso applicabile può essere determinato senza margini di incertezza o discrezionalità da parte della banca.

Secondo il principio espresso dalla Cassazione, il criterio utilizzato per il calcolo degli interessi deve essere chiaramente identificabile fin dalla sottoscrizione del contratto.

Perché il divisore Euribor è così importante

Il divisore utilizzato nel calcolo dell’Euribor influisce direttamente sull’importo degli interessi dovuti dal mutuatario.

Nei contratti bancari, infatti, il tasso può essere parametrato su:

  • anno commerciale da 360 giorni;
  • anno civile da 365 giorni.

La differenza, anche se apparentemente minima, può incidere sul costo complessivo del mutuo e proprio per questo motivo diversi tribunali stanno valutando se la mancata specificazione renda il contratto nullo o meno.

Le sentenze contrarie alla nullità

Non tutti i giudici, però, condividono l’orientamento del Tribunale di Milano.

L’avvocato Andrea Sorgentone evidenzia che un’altra sentenza della stessa sezione milanese, emessa il 22 novembre 2024 dal giudice Antonio Stefani, ha escluso la nullità del contratto.

Secondo questa interpretazione, il codice di condotta dell’EMMI (European Money Markets Institute), organismo che gestisce il parametro Euribor, stabilisce già che il tasso venga normalmente rilevato su base 360 giorni. Pertanto, solo l’utilizzo del parametro Euribor 365 dovrebbe essere espressamente indicato nel contratto.

Il criterio della determinabilità del tasso

Sul tema è intervenuta anche la giudice Ada Favarolo con una sentenza del 2 febbraio 2026.

Secondo questa impostazione, quando nel contratto è indicato il valore del tasso Euribor applicato, è comunque possibile ricostruire se le parti abbiano fatto riferimento al divisore 360 o 365 confrontando i valori del parametro nel giorno della rilevazione.

In questo caso, quindi, il tasso sarebbe considerato determinabile anche se non immediatamente specificato nel contratto.

L’interpretazione secondo il Codice Civile

Anche il giudice Claudio Antonio Tranquillo, con sentenza del 17 settembre 2025, si è espresso contro la nullità automatica del contratto.

Secondo tale orientamento, l’indeterminatezza della clausola può essere dichiarata solo quando il contratto non sia interpretabile attraverso i criteri previsti dal Codice Civile.

In particolare viene richiamato l’articolo 1369 c.c., secondo cui le clausole che possono avere più significati devono essere interpretate nel senso più conveniente e coerente con la volontà delle parti.

Possibili sviluppi futuri

Il contrasto tra le diverse decisioni dei tribunali lascia prevedere un aumento delle cause relative ai mutui indicizzati all’Euribor.

La questione della validità delle clausole sugli interessi potrebbe quindi arrivare nuovamente davanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a fornire un orientamento definitivo sulla corretta interpretazione dei contratti di mutuo privi dell’indicazione del divisore Euribor.

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