L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, fornisce nuovi chiarimenti sul Concordato preventivo biennale (CPB), recependo le modifiche introdotte nel corso dell’anno. Tra le principali novità figurano la revisione delle regole sugli errori dichiarativi, i limiti agli incrementi delle proposte fiscali e i maggiori benefici per chi rinnova l’accordo per il biennio 2026-2027.
La scadenza per aderire è il 2 novembre 2026. Possono accedere al CPB i contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetti agli ISA per il periodo d’imposta 2025, sia per la prima adesione sia per il rinnovo del biennio precedente.
Errori dichiarativi: quando il CPB resta valido
Una delle novità più significative riguarda gli errori e le omissioni presenti nelle dichiarazioni dei redditi o nei dati utilizzati per elaborare la proposta concordataria.
Dal biennio 2026-2027, la presenza di determinate irregolarità non comporta più automaticamente la decadenza dal concordato. Quando consentito dalla normativa, il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa e regolarizzare le violazioni mediante ravvedimento operoso, con la conseguente rideterminazione dei redditi concordati.
Diverso è il caso in cui manchino fin dall’origine i requisiti per aderire o sia presente una causa di esclusione: in queste situazioni, l’adesione è considerata inefficace, cioè priva di effetti.
Restano escluse dalla possibilità di regolarizzazione alcune violazioni, comprese quelle soggette a specifiche limitazioni previste dalla legge.
CPB 2026-2027: nuovi limiti agli incrementi delle proposte
Il decreto-legge n. 38/2026 ha introdotto nuovi tetti agli incrementi del reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate, estendendo il meccanismo anche ai contribuenti con punteggi ISA più bassi.
| Punteggio ISA | Incremento massimo |
|---|---|
| 10 | 10% |
| Da 9 a meno di 10 | 15% |
| Da 8 a meno di 9 | 25% |
| Da 6 a meno di 8 | 30% |
| Inferiore a 6 | 35% |
Le percentuali si applicano al reddito di riferimento del periodo precedente, secondo le regole di calcolo previste per il concordato. I nuovi limiti mirano a contenere gli incrementi proposti, rendendo più prevedibile la valutazione dell’accordo.
Rinnovo del CPB: maggiori benefici fiscali
I contribuenti che rinnovano il Concordato preventivo biennale per il 2026-2027 possono beneficiare di agevolazioni rafforzate.
Tra le principali misure figurano:
Esonero dal visto di conformità: fino a 100.000 euro annui per la compensazione dei crediti IVA e fino a 70.000 euro per i crediti relativi alle imposte dirette e all’IRAP.
Rimborsi IVA: soglia elevata a 100.000 euro per i rimborsi senza visto di conformità o garanzia, nei limiti previsti dalla disciplina.
Accertamenti fiscali: riduzione di due anni dei termini di decadenza per l’attività di accertamento, alle condizioni previste.
Rateizzazione: possibilità di rateizzare senza interessi le somme dovute a saldo e in acconto per i periodi d’imposta concordati.
Acconti: in caso di rinnovo e utilizzo del metodo storico, non si applica la maggiorazione prevista per il primo anno di adesione.
Questi vantaggi rendono opportuno valutare attentamente la convenienza del rinnovo, considerando sia i benefici fiscali sia gli obblighi connessi all’accordo.
Ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023
Il rinnovo del CPB 2026-2027 può essere collegato anche al ravvedimento speciale previsto dal decreto Omnibus.
La misura consente, nei casi e alle condizioni stabilite dalla normativa, di regolarizzare i periodi d’imposta dal 2020 al 2023 attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, oltre a un’imposta sostitutiva dell’IRAP.
Il ravvedimento rappresenta quindi un ulteriore elemento da considerare nella valutazione complessiva dell’adesione.
Rinnovo CPB 2026-2027: quale reddito indicare
Per il rinnovo del concordato, nel modello CPB 2026-2027 occorre indicare il reddito effettivo del 2025 e il valore della produzione netta dello stesso periodo, rettificati secondo le regole del concordato.
Non devono quindi essere riportati i valori già concordati per il biennio 2024-2025.
Inoltre, per il periodo d’imposta 2025 non è possibile indicare ulteriori componenti positivi al solo scopo di migliorare il punteggio ISA.