La giustizia statunitense ha imposto nuovi rimedi antitrust a Google per ridurre il controllo esercitato dall’azienda sul mercato della pubblicità online.
Il 16 settembre 2026, la giudice federale Leonie Brinkema ha pubblicato la decisione relativa al procedimento promosso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro Google per le pratiche adottate nel settore dell’advertising digitale.
Niente cessione di AdX
La Corte ha scelto di non imporre la vendita di AdX, lo scambio pubblicitario di Google, ma ha stabilito una serie di obblighi destinati a favorire una maggiore concorrenza nel mercato.
Google dovrà garantire per sei anni maggiore interoperabilità tra i propri strumenti pubblicitari, condividere determinate informazioni e assicurare condizioni di parità di trattamento nelle aste pubblicitarie.
La decisione arriva dopo la sentenza dell’aprile 2025, con cui la stessa Corte aveva stabilito che Google aveva mantenuto illegalmente una posizione di monopolio nei mercati dei server pubblicitari per gli editori e degli scambi pubblicitari per la pubblicità display sul web aperto.
Il ruolo di Prebid e del monitor tecnico
Tra gli strumenti previsti dai rimedi assume particolare rilievo Prebid, tecnologia utilizzata dagli editori per mettere in competizione più piattaforme pubblicitarie.
L’obiettivo è ridurre i vantaggi derivanti dall’integrazione tra gli strumenti di Google e consentire agli operatori concorrenti di partecipare alle aste in condizioni più equilibrate.
La Corte ha inoltre previsto un monitor tecnico, chiamato a verificare il rispetto degli obblighi imposti a Google e l’effettiva applicazione delle nuove regole.
Sei anni per verificare gli effetti
Il periodo di sei anni consentirà di monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate. Sarà così possibile valutarne anche l’impatto sulla concorrenza nel mercato della pubblicità digitale.
La decisione rappresenta quindi un passaggio importante nel confronto tra Big Tech e autorità antitrust. Il provvedimento assume particolare rilievo in un settore strategico come quello dell’advertising online, che coinvolge piattaforme tecnologiche, inserzionisti ed editori.
Il procedimento sulla pubblicità digitale resta, tuttavia, distinto da quello relativo al motore di ricerca Google. Quest’ultimo è stato affrontato separatamente dalle autorità giudiziarie statunitensi.