La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza C‑492/23 del 2 dicembre 2025, ha chiarito importanti aspetti della responsabilità dei marketplace online in materia di protezione dei dati personali. Il caso riguarda la gestione di annunci contenenti dati personali su piattaforme digitali e definisce quando un operatore può essere considerato titolare del trattamento ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (GDPR).
Contesto del caso
La sentenza nasce da un rinvio pregiudiziale della Curtea de Apel Cluj (Romania), in merito alla responsabilità di operatori di marketplace quando gli utenti pubblicano annunci contenenti dati personali. La questione principale era capire se l’operatore della piattaforma fosse responsabile della protezione dei dati anche senza aver creato direttamente il contenuto.
Decisioni chiave
La Corte ha stabilito che:
- L’operatore della piattaforma può essere considerato titolare o contitolare del trattamento dei dati pubblicati dagli utenti, se esercita un ruolo attivo nella gestione e diffusione degli annunci.
- È obbligatorio adottare misure tecniche e organizzative per proteggere i dati prima della pubblicazione degli annunci.
- L’identificazione degli utenti e il controllo sui contenuti sensibili sono necessari per rispettare il GDPR.
- Le esenzioni previste dalla Direttiva e‑Commerce per gli intermediari non si applicano alle violazioni del GDPR da parte dell’operatore.
Implicazioni pratiche
Questa sentenza impone alle piattaforme di marketplace online di:
- controllare e filtrare i contenuti che contengono dati personali;
- implementare sistemi di sicurezza e protezione dei dati;
- rispettare pienamente gli obblighi previsti dal GDPR, anche quando il contenuto è generato dagli utenti.
In sostanza, gli operatori non possono più affidarsi alle esenzioni per hosting provider se i dati sono trattati sotto la loro responsabilità.
Conclusione
La sentenza C‑492/23 rafforza la responsabilità delle piattaforme digitali, chiarendo che la gestione di dati personali non può essere delegata agli utenti senza adottare controlli efficaci. È un passo fondamentale per garantire una maggiore tutela dei diritti dei cittadini europei nell’ambito dei servizi online.