Le agevolazioni fiscali dovrebbero alleggerire il carico tributario, ma la combinazione tra imposte, detrazioni e regimi agevolati può generare effetti inattesi, penalizzando alcune categorie di contribuenti. Un’analisi di Dataroom del Corriere della Sera evidenzia alcune criticità che riguardano lavoratori dipendenti e professionisti.
Aumenti di stipendio: differenze tra lavoratori
Le agevolazioni fiscali previste per determinati aumenti contrattuali possono favorire i dipendenti del settore privato rispetto a quelli pubblici, anche in presenza di retribuzioni e incrementi simili.
Inoltre, il sistema di bonus e detrazioni può ridurre il vantaggio netto degli aumenti salariali: quando cresce il reddito, infatti, può aumentare il prelievo fiscale e diminuire il valore delle agevolazioni spettanti.
Inflazione e drenaggio fiscale
Un’altra criticità è il cosiddetto fiscal drag, o drenaggio fiscale. Quando gli stipendi aumentano nominalmente per effetto dell’inflazione, ma scaglioni IRPEF e detrazioni non vengono adeguati in modo corrispondente, il contribuente può pagare più imposte senza ottenere un reale miglioramento del potere d’acquisto.
Di conseguenza, una parte degli aumenti retributivi può essere assorbita dal maggior prelievo fiscale.
Regime forfettario: il peso dei costi effettivi
Anche il regime forfettario può produrre risultati differenti tra professionisti con gli stessi ricavi. Il reddito imponibile viene infatti determinato applicando un coefficiente di redditività, senza dedurre analiticamente i costi effettivamente sostenuti.
Due professionisti con compensi identici possono quindi versare la stessa imposta pur avendo spese molto diverse. Chi sostiene costi più elevati può ritrovarsi con un guadagno effettivo inferiore, senza un corrispondente vantaggio fiscale.