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Uso dell’Intelligenza Artificiale nella professione: cosa non è consentito e quali rischi comporta

L’Intelligenza Artificiale è ormai uno strumento di uso comune anche nella professione, ma l’analisi del documento ufficiale pubblicato il 13 novembre 2025 chiarisce un punto essenziale:
l’IA può supportare il lavoro del professionista, ma non può sostituirlo.

L’utilizzo deve essere pienamente conforme alle norme deontologiche e alla Legge 132/2025, che attribuiscono al professionista responsabilità precise nella gestione dei dati, delle informazioni e dei contenuti generati.

Perché l’IA non può sostituire il professionista

Il documento ribadisce che l’Intelligenza Artificiale:

  • deve essere impiegata solo come strumento di supporto;
  • non può eseguire autonomamente valutazioni tecniche o professionali;
  • non può determinare decisioni senza verifica umana;
  • non trasferisce né attenua le responsabilità del professionista, che rimangono personali e piene.

L’uso improprio può dar luogo a responsabilità disciplinari e civili.

I rischi principali individuati

L’analisi richiama l’attenzione su diverse criticità legate all’uso non controllato dell’IA:

• Violazione del segreto professionale

L’inserimento nelle piattaforme IA di documenti, dati sensibili o informazioni riservate costituisce un rischio rilevante.

• Diffusione non autorizzata di dati

Molti sistemi di IA effettuano apprendimento dai contenuti immessi, rendendo possibile la dispersione di informazioni.

• Output errati o inventati

Il documento riporta un caso reale: l’IA ha generato pronunce giurisprudenziali inesistenti, poi utilizzate da un professionista senza verifiche.

• Compromissione della qualità professionale

Affidarsi all’IA senza controllo può portare a errori nei pareri, nelle analisi o negli atti prodotti.

Comportamenti considerati utilizzo scorretto

Il documento elenca chiaramente le condotte vietate:

  • delegare all’IA la redazione di pareri, analisi, valutazioni o atti;
  • utilizzare output generati automaticamente senza verifica;
  • inserire nelle piattaforme IA dati riservati o documenti dei clienti;
  • inglobare nei propri elaborati contenuti generati dall’IA senza controllo critico.

Tali condotte sono incompatibili con i doveri deontologici di diligenza, competenza e riservatezza.

Obblighi del professionista nell’uso dell’IA

L’impiego degli strumenti di Intelligenza Artificiale richiede il rispetto di obblighi specifici:

1. Autonomia decisionale

Il professionista deve mantenere il pieno controllo dell’attività svolta e delle decisioni adottate.

2. Verifica accurata degli output

Ogni contenuto generato dall’IA deve essere controllato, interpretato e validato.

3. Tutela della riservatezza

Prima di utilizzare l’IA è necessario anonimizzare ogni dato o informazione riconducibile a clienti o assistiti.

4. Informativa al cliente

Il documento sottolinea l’obbligo di rendere nota al cliente l’intenzione di utilizzare strumenti di IA durante l’esecuzione dell’incarico.

5. Responsabilità personale

Il professionista risponde integralmente del risultato finale, anche se elaborato con il supporto di strumenti automatizzati.

Un utilizzo corretto e conforme alle norme

L’IA può migliorare organizzazione, produttività e ricerca, ma solo se:

  • viene utilizzata come supporto e non come sostituto;
  • è controllata e verificata in ogni fase;
  • rispetta riservatezza, deontologia e normativa;
  • non riduce la qualità della prestazione professionale.

L’obiettivo indicato dal documento è chiaro:
favorire un uso consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale, che valorizzi l’attività umana senza comprometterne i principi fondamentali.

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