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Trasparenza online nelle PA: il Garante Privacy fissa nuove regole

La trasparenza online nelle PA è un principio fondamentale, ma deve sempre andare di pari passo con la tutela della privacy. Con un recente parere favorevole all’ANAC, il Garante della Privacy ha approvato sei nuovi schemi standard di pubblicazione che le PA dovranno seguire per rispettare il decreto trasparenza (D.lgs. 33/2013).

L’obiettivo è garantire l’accesso alle informazioni da parte dei cittadini senza però esporre dati personali in modo sproporzionato o non necessario.

Cosa cambia per le Pubbliche Amministrazioni

Secondo il Garante, le PA dovranno:

  • pubblicare online solo i dati espressamente previsti dalla normativa, evitando la diffusione di informazioni superflue;
  • rispettare i principi di necessità e proporzionalità, limitando la quantità di dati diffusi;
  • non indicare dettagli sensibili, come il grado di parentela dei familiari dei titolari di incarichi politici o dirigenziali, a meno che non abbiano espresso consenso esplicito;
  • uniformarsi alle regole dei concorsi pubblici per le procedure di conferimento di incarichi dirigenziali: non possono essere pubblicati i curricula e i nominativi dei candidati non vincitori.
Indicazioni operative

Il Garante ha inoltre suggerito di:

  • richiamare le proprie Linee guida sul trattamento dei dati personali per finalità di pubblicità e trasparenza sul web (doc. web n. 3134436 e aggiornamenti), che contengono regole pratiche per la gestione dei dati online;
  • valutare l’introduzione di un periodo transitorio, così da permettere alle amministrazioni di adeguarsi gradualmente ai nuovi standard di pubblicazione.
Perché è importante

La gestione della trasparenza online non è solo un obbligo normativo, ma anche una questione di fiducia: cittadini e stakeholder devono poter accedere a informazioni utili senza che vengano esposti dati personali in modo improprio.

Questo provvedimento dimostra che oggi la comunicazione istituzionale deve coniugare chiarezza, accessibilità e conformità normativa. Pubblicare “troppi dati” non significa essere più trasparenti, ma rischiare sanzioni e violazioni del diritto alla riservatezza.

Una nuova sfida per la comunicazione pubblica

Per le Pubbliche Amministrazioni, e per le aziende che collaborano con enti pubblici, diventa essenziale impostare strategie di comunicazione digitale che uniscano:

  • trasparenza e accesso alle informazioni;
  • rispetto della privacy;
  • gestione corretta dei contenuti online, anche in termini di tempi e modalità di pubblicazione.
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