Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova misura di welfare aziendale con la trasformazione dei contratti, a sostegno della genitorialità e della conciliazione vita-lavoro.
Cosa prevede la misura
Dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro privati che accolgono la richiesta di trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time per lavoratrici o lavoratori con almeno tre figli conviventi beneficiano di un esonero contributivo del 100% per 24 mesi, nel limite massimo di 3.000 euro annui.
L’agevolazione si applica solo se non viene ridotto il monte ore complessivo aziendale e non riguarda rapporti di lavoro domestico o di apprendistato.
Chi ha diritto alla priorità
- Lavoratrici e lavoratori con almeno tre figli conviventi, fino al compimento del 10° anno di età del più piccolo;
- Senza limiti di età, se uno o più figli sono disabili ai sensi della Legge 104/1992.
Il diritto consiste in una priorità, non in un obbligo assoluto per il datore di lavoro, e deve essere esercitato nel rispetto della disciplina del D.Lgs. 81/2015.
Tipologia di trasformazioni agevolate
- Da tempo pieno a part-time, orizzontale o verticale;
- Rimodulazione del part-time già in essere, con riduzione dell’orario di almeno il 40%.
Requisiti e limiti
- Lo sgravio non è cumulabile con altri esoneri contributivi, ma resta compatibile con la deduzione maggiorata del costo del lavoro prevista dal D.Lgs. 216/2023;
- È escluso per il lavoro domestico e per i contratti di apprendistato;
- Richiede forma scritta obbligatoria dell’accordo di trasformazione.
L’incentivo sarà operativo dopo l’emanazione del decreto attuativo interministeriale, atteso entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.