Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando a un nuovo provvedimento sulla transizione digitale e green che punta a stimolare investimenti in macchinari, digitalizzazione e sostenibilità per le imprese italiane nel 2026.
L’idea è superare le attuali misure inerenti a Transizione 4.0 e 5.0, creando un piano unico e più inclusivo che favorisca modernizzazione ed efficienza ambientale.
Le linee del nuovo piano
Secondo le anticipazioni, il nuovo strumento dovrebbe articolarsi con:
- un credito d’imposta per investimenti digitali e green, fruibile anche da aziende non in utile;
- la possibile reintroduzione dell’iper-ammortamento, aggiornato per renderlo più equo e accessibile anche alle PMI;
- un orizzonte triennale: scegliere stabilità e certezza per gli investimenti.
L’obiettivo è creare un modello strutturale, non più legato a stanziamenti temporanei, che unisca tecnologia, sostenibilità e competitività per il sistema produttivo nazionale.
Cosa cambierà per le imprese
Le imprese potranno beneficiare di un contesto normativo più semplice, con incentivi che premiano non solo l’innovazione digitale, ma anche l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi.
Rispetto alle misure precedenti, si prevede:
- maggiore accessibilità alle PMI anche in settori energivori, superando vincoli restrittivi;
- incentivi più coerenti con le esigenze di sviluppo e sostenibilità aziendale;
- procedure più snelle e snellimento burocratico.
Il 2026 sarà dunque un anno decisivo: chi saprà pianificare bene potrà cogliere il massimo da questa transizione digitale-green, trasformando il vincolo normativa in un’opportunità competitiva.