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Segnalazioni Whistleblowing – Nuove indicazioni su canali interni e gestione degli incarichi

La disciplina delle segnalazioni whistleblowing continua a essere oggetto di approfondimenti operativi, soprattutto alla luce delle più recenti indicazioni interpretative. In particolare, Assonime, nella guida operativa del 20 aprile 2026, analizza le linee guida adottate dall’ANAC con le delibere n. 478 e 479 del 26 novembre 2025, relative all’attuazione del Decreto Legislativo 24/2023.

Il decreto, che recepisce la direttiva UE 2019/1937, ha introdotto un sistema strutturato di tutela per i soggetti che segnalano illeciti all’interno di organizzazioni pubbliche e private, garantendo riservatezza e protezione da eventuali ritorsioni.

Il quadro normativo e gli obblighi per le imprese

Le imprese soggette alla normativa sono tenute a istituire canali interni di segnalazione, affidandone la gestione a soggetti autonomi, interni o esterni, adeguatamente formati e dotati di specifiche competenze.

L’attenzione si concentra, in particolare, sulla necessità di garantire indipendenza e assenza di conflitti di interesse nella gestione delle segnalazioni.

Il nodo del gestore delle segnalazioni

Uno degli aspetti approfonditi da Assonime riguarda l’individuazione del soggetto cui affidare il ruolo di gestore del canale whistleblowing.

Il problema principale è evitare:

  • situazioni di conflitto di interessi
  • cumulo eccessivo di incarichi in capo alla stessa persona

Tra le questioni più dibattute vi è anche la possibilità di attribuire tale funzione al Responsabile della protezione dei dati (DPO), valutando la compatibilità tra i due ruoli.

Il ruolo delle linee guida ANAC

Le linee guida dell’ANAC introducono un approccio più flessibile per le realtà di minori dimensioni.

Per gli enti con meno di 50 dipendenti è infatti possibile, in via eccezionale:

  • cumulare più incarichi nella stessa figura
  • purché sia effettuata una valutazione caso per caso
  • e sia fornita un’adeguata motivazione organizzativa

Questa deroga è ammessa solo quando la struttura aziendale non consenta una separazione funzionale delle attività.

Un equilibrio tra compliance e organizzazione interna

Il sistema delineato mira a bilanciare due esigenze:

  • da un lato, garantire l’effettività delle tutele previste per i segnalanti
  • dall’altro, rendere sostenibile l’organizzazione interna delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni

La corretta individuazione del gestore e la gestione dei possibili cumuli di incarichi rappresentano quindi un elemento centrale per l’efficace implementazione del sistema whistleblowing.

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