La Rottamazione-quinquies, prevista dal DDL Bilancio 2026, rappresenta la nuova definizione agevolata delle cartelle di pagamento. La misura è pensata per recuperare i contribuenti già decaduti dalle precedenti sanatorie e offrire un piano di rientro più sostenibile nel tempo. La nuova procedura eredita alcuni benefici tradizionali, introducendo contemporaneamente elementi innovativi, primo tra tutti la possibilità di una dilazione molto più lunga rispetto al passato.
Chi può accedere alla Rottamazione-quinquies
La misura è riservata ai contribuenti già decaduti dalla Rottamazione-quater per mancati pagamenti anteriori al 30 settembre 2025. Chi, invece, è ancora in regola con la quater e deve pagare la rata del 30 novembre 2025 (che, con i giorni di tolleranza, slitta al 9 dicembre), non deve evitare il pagamento per tentare di accedere alla quinquies. L’omissione di quella rata comporterebbe unicamente la decadenza dalla quater, ma non permetterebbe in alcun modo l’ingresso nella nuova sanatoria.
La ratio è semplice: solo chi era già decaduto entro il 30 settembre 2025 può essere recuperato tramite la quinquies.
Quali benefici sono previsti
Il vantaggio principale rimane quello tipico delle rottamazioni: il contribuente deve pagare solo le imposte originariamente dovute, oltre alle spese di notifica, alle eventuali procedure esecutive e all’aggio ridotto. Sanzioni e interessi sono integralmente annullati.
La vera novità è però la durata del piano di ammortamento, che potrà estendersi fino a 9 anni, molto più ampia rispetto ai 5 anni previsti dalle precedenti versioni.
Come si può pagare: durata fino al 2035
Il contribuente potrà scegliere di:
- versare tutto in unica soluzione entro il 31 luglio 2026
oppure - optare per un piano rateale fino a 54 rate bimestrali, con scadenza finale al 31 maggio 2035.
Il possibile calendario è strutturato così:
- 3 rate nel 2026
- 48 rate bimestrali dal 2027 al 2034
- 3 rate finali nel 2035
Il piano straordinariamente lungo comporta però l’applicazione degli interessi di rateazione al 4% annuo, che possono incidere in modo significativo sugli importi totali da versare nei piani più estesi.
Rottamazione-quater: attenzione a non sbagliare
La nuova disciplina crea un confine molto netto con la quater.
La regola stabilisce che:
- se al 30 settembre 2025 tutte le rate scadute della quater risultano pagate, il contribuente è considerato in bonis e non può inserire quei carichi nella quinquies;
- chi è già decaduto entro il 30 settembre 2025 può invece accedere senza limitazioni, presentando la domanda.
Non pagare la rata di novembre 2025 (con scadenza effettiva al 9 dicembre) non consente l’accesso alla quinquies e comporta solo il ritorno al regime ordinario, la situazione peggiore possibile.
Quali debiti possono rientrare
Sono definibili solo i carichi affidati alla riscossione:
- dal 1° gennaio 2000
- al 31 dicembre 2023
La finestra copre quindi 23 anni di ruoli, comprendendo partite molto recenti e ruoli più datati. L’obiettivo è duplice: ampliare la platea dei debiti definibili e contribuire alla riduzione del magazzino storico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Quali debiti sono ammessi e quali esclusi
La definizione quinquies riguarda solo i debiti derivanti da:
- imposte dichiarate e non versate
- controlli automatizzati
- controlli formali
Più precisamente:
- dichiarazioni annuali (IRPEF, IRES, IVA, IRAP) con imposte autoliquidate ma non pagate
- controlli automatizzati: errori materiali, calcoli, mancati versamenti, crediti indicati in modo errato
- controlli formali: documenti, certificazioni, detrazioni, ritenute o oneri non congrui
Sono esclusi i debiti derivanti da controlli sostanziali. Anche se tali carichi sono confluiti in cartella, non possono essere rottamati tramite la quinquies.
La misura si concentra quindi sui debiti “di pagamento” ed evita che la definizione diventi uno strumento per annullare sanzioni derivanti da accertamenti sostanziali.
La Rottamazione-quinquies si presenta come una definizione ultra-agevolata, con un periodo di pagamento molto più lungo e con il mantenimento del taglio totale di sanzioni e interessi. È una misura pensata per intercettare i contribuenti già decaduti dalle precedenti rottamazioni, offrendo una soluzione più sostenibile nel tempo e contribuendo al contempo alla pulizia dei ruoli più datati.