Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno fornito un chiarimento decisivo sui termini entro i quali può essere richiesta la rendita vitalizia. Le nuove indicazioni definiscono un sistema di decorrenza “in sequenza” che individua con precisione le responsabilità di datore di lavoro e lavoratore, oltre a chiarire cosa accade quando entrambi non intervengono nei tempi stabiliti.
Decorrenza del termine per il datore di lavoro
Il datore di lavoro è il primo soggetto titolato a chiedere la costituzione della rendita vitalizia.
La Cassazione stabilisce che il datore ha dieci anni di tempo per presentare la richiesta, e il termine decorre dal momento in cui maturano i termini di prescrizione dei contributi obbligatori omessi.
Questa precisazione definisce in modo puntuale il punto di partenza del periodo utile per esercitare il diritto.
Quando interviene il lavoratore
Se il datore non attiva la procedura entro i dieci anni previsti, si apre la seconda fase del sistema sequenziale.
Il lavoratore ha a sua volta dieci anni per chiedere la costituzione della rendita sostitutiva.
Il termine decorre dal momento in cui è maturata la prescrizione del diritto del datore di lavoro, quindi dalla scadenza del primo periodo.
La rendita richiesta dal lavoratore assume natura risarcitoria, in quanto il ritardo del datore determina un danno che la prestazione sostitutiva compensa.
La possibilità residua oltre i termini
Trascorsi entrambi i periodi, la rendita può comunque essere costituita, ma a carico del lavoratore.
Il chiarimento delle Sezioni Unite conferma quindi che la prestazione non viene meno del tutto, ma cambia il soggetto che sostiene l’onere economico.
Indicazioni operative per le strutture INPS
La circolare INPS n. 141 delinea anche gli adempimenti amministrativi che le sedi territoriali devono seguire nel trattare le richieste. Queste disposizioni sostituiscono integralmente le indicazioni precedenti, definendo una procedura più chiara per la gestione delle domande e per la ricostruzione dei tempi di prescrizione.
Un quadro più lineare per datori di lavoro e lavoratori
Le nuove indicazioni fissano un ordine preciso delle responsabilità: prima il datore di lavoro, poi il lavoratore e infine la possibilità di costituzione a carico del lavoratore stesso.
Questo sistema sequenziale chiarisce definitivamente la decorrenza dei termini e riduce l’incertezza che ha caratterizzato l’applicazione della rendita vitalizia negli anni precedenti.