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Positività a sostanze stupefacenti durante il periodo di prova. La Cassazione valida il licenziamento

La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, n. 2376 del 4 febbraio 2026, si è pronunciata su un caso riguardante il licenziamento di un lavoratore assunto con periodo di prova, risultato positivo a sostanze stupefacenti nei test sanitari effettuati il primo giorno di lavoro.

Il caso

Un autista assunto da una società di trasporto pubblico locale con contratto a tempo determinato e periodo di prova di sei mesi era risultato positivo agli stupefacenti, in particolare alla cannabis, durante gli accertamenti sanitari previsti dalla normativa sulla sicurezza. L’azienda sospese il lavoratore e, dopo la conferma della positività, comunicò il licenziamento.

Il dipendente contestò la legittimità del recesso e presentò test privati a supporto della propria tesi, ma sia Tribunale sia Corte d’Appello respinsero le sue richieste.

La decisione della Cassazione

In Cassazione il lavoratore ha sollevato varie censure, tra cui:

  • presunto travisamento delle prove;

  • illegittimità del licenziamento durante il periodo di prova;

  • mancata ammissione di consulenze tecniche.

La Corte ha dichiarato inammissibili le contestazioni sul travisamento dei fatti, ricordando che la Cassazione non può sostituirsi ai giudici di merito nella valutazione delle prove.

Nel merito, i giudici hanno confermato che:

  • la positività alla cannabis era provata dai test aziendali e coerente con quello privato;

  • il recesso nel periodo di prova è legittimo e non richiede giusta causa o motivo giustificato, purché collegato alla verifica dell’idoneità del lavoratore;

  • anche un solo giorno di attività è sufficiente per esercitare il recesso quando emerge l’inidoneità per mansioni delicate, come la guida di mezzi pubblici;

  • la discrezionalità dei giudici di merito nella valutazione di consulenze tecniche non può essere sindacata in Cassazione senza motivi eccezionali.

Alla luce di ciò, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del licenziamento e condannando il lavoratore al pagamento delle spese di giudizio.

Principi chiave della pronuncia
  1. La Cassazione non può trasformarsi in un nuovo esame dei fatti di causa.

  2. Il recesso durante il periodo di prova è ampiamente discrezionale, purché finalizzato alla verifica dell’idoneità del lavoratore.

  3. Per mansioni delicate, come la guida di mezzi pubblici, gli accertamenti sanitari sulla assenza di sostanze stupefacenti sono determinanti per valutare l’idoneità professionale.

La sentenza ribadisce che il periodo di prova consente al datore di lavoro di valutare la compatibilità del lavoratore con le mansioni assegnate, anche quando emergono criticità già dal primo giorno di servizio.

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