Nell’ambito della programmazione FSC 2021-2027, la Regione Umbria ha attivato l’Azione dedicata al Polo chimico di Terni, finalizzata a sostenere investimenti produttivi e interventi di tutela ambientale nell’Area di Crisi Complessa Terni-Narni. L’obiettivo del bando è favorire il rilancio industriale del territorio, incentivando processi di innovazione, riqualificazione produttiva e miglioramento delle performance ambientali delle imprese.
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto e si rivolge alle piccole e medie imprese che operano nei settori ammissibili.
Soggetti beneficiari
Possono presentare domanda le PMI costituite in forma di società di capitali o di persone che, alla data di presentazione della domanda:
– siano in possesso dei requisiti dimensionali di PMI
– esercitino un’attività con codice ATECO 2025 ammissibile
– risultino regolarmente iscritte al Registro delle Imprese
– dispongano di un’unità locale produttiva ubicata nell’Area di Crisi Complessa Terni-Narni, individuata come sede di realizzazione del progetto
Sono esclusi dagli aiuti i settori dei trasporti e relative infrastrutture, della produzione e distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche e della banda larga.
Interventi finanziabili
Il bando finanzia due tipologie di programmi:
– programmi di investimento produttivo
– programmi di investimento per la tutela ambientale
I programmi di investimento produttivo possono riguardare, tra l’altro:
– la realizzazione di nuove unità produttive
– l’ampliamento o la riqualificazione di unità produttive esistenti
– la diversificazione della produzione o il cambiamento del processo produttivo
– l’acquisizione di attivi di uno stabilimento
– l’introduzione di nuovi prodotti o processi produttivi
I programmi di tutela ambientale devono essere finalizzati all’innalzamento del livello di protezione ambientale delle attività aziendali e rispettare le condizioni previste dal Regolamento GBER sugli aiuti per la tutela ambientale.
In entrambi i casi, i progetti devono:
– riguardare un’unica unità produttiva situata nell’area di crisi
– prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 200.000 euro
– essere avviati successivamente alla presentazione della domanda
Spese ammissibili
Per i programmi di investimento produttivo sono ammesse, tra le altre, le spese per:
– acquisizione di suolo aziendale
– opere murarie, edili e infrastrutture specifiche
– macchinari, impianti e attrezzature
– software, programmi informatici e servizi ICT dedicati
– immobilizzazioni immateriali
– beni strumentali materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, inclusi quelli riconducibili a Transizione 4.0, Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things
– consulenze specialistiche strettamente connesse al progetto
Per i programmi di tutela ambientale sono ammissibili le spese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature finalizzati al miglioramento delle prestazioni ambientali.
Entità del contributo
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 7 milioni di euro.
Il costo totale ammissibile del progetto deve essere compreso tra 200.000 e 10.000.000 di euro.
L’intensità dell’aiuto varia in funzione del regime applicabile e della dimensione dell’impresa. In particolare:
– per investimenti produttivi, il contributo può arrivare fino al 35% per micro e piccole imprese e al 25% per medie imprese nelle zone assistite
– in regime de minimis, il contributo può arrivare al 50%, con un massimo di 300.000 euro
– per consulenze specialistiche, l’agevolazione è pari al 50%
– per interventi di tutela ambientale, il contributo può raggiungere il 60% per micro e piccole imprese e il 50% per medie imprese, con percentuali più elevate nelle zone assistite
Il contributo è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA recuperabile e non può superare l’importo richiesto in domanda.
Scadenza
Il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato al 6 marzo 2026.