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Partite IVA “apri e chiudi” e soggetti collegati: cosa cambia nei controlli fiscali

Negli ultimi anni l’Amministrazione finanziaria ha intensificato l’attenzione sulle cosiddette partite IVA “apri e chiudi”, ossia attività avviate e cessate in tempi molto brevi, spesso con finalità elusive o fraudolente.

L’approccio dei controlli fiscali sta evolvendo: non si concentra più soltanto sul titolare della partita IVA, ma include anche soggetti collegati, ampliando significativamente il raggio delle verifiche.

Cosa significa “apri e chiudi”

Le partite IVA “apri e chiudi” sono posizioni aperte per un periodo limitato, talvolta pochi mesi, e chiuse subito dopo aver generato operazioni sospette, tra cui:

  • Fatturazioni elevate non coerenti con la reale capacità dell’attività;
  • Mancati versamenti fiscali;
  • Utilizzo strumentale per creare crediti IVA o costi fittizi.

In molti casi, queste attività vengono successivamente riaperte da altri soggetti, creando una sorta di continuità occulta.

Controlli estesi ai soggetti collegati

La novità più importante riguarda l’estensione dei controlli a soggetti terzi collegati alla partita IVA cessata. In particolare, il Fisco focalizza l’attenzione su:

  • familiari o conviventi del titolare originale;
  • prestanome o intestatari formali;
  • altre società o ditte individuali riconducibili allo stesso contesto economico;
  • soggetti con ruoli operativi, come amministratori di fatto, collaboratori o delegati.

Gli accertamenti si basano su incroci di dati, flussi finanziari, relazioni tra conti correnti e continuità di clienti e fornitori per individuare eventuali collegamenti tra le posizioni.

Perché i controlli vengono ampliati

L’obiettivo dell’Amministrazione è contrastare schemi ricorrenti in cui un’attività viene chiusa per evitare accertamenti o debiti fiscali, per poi essere riaperta sotto un’altra ragione sociale, spesso intestata a soggetti formalmente estranei ma di fatto collegati.

In questi casi il Fisco può:

  • Ricostruire la continuità economica tra le diverse posizioni;
  • Contestare operazioni inesistenti o irregolari;
  • Attribuire responsabilità anche a soggetti indirettamente coinvolti.
Conseguenze operative per i soggetti collegati

Chi risulta collegato, anche indirettamente, può essere sottoposto a verifiche documentali e controlli fiscali approfonditi. In presenza di elementi concreti, possono derivarne:

  • recuperi di imposte non versate;
  • disconoscimento di costi o crediti fiscali;
  • sanzioni amministrative rilevanti.

Inoltre, la riapertura di una nuova partita IVA può essere soggetta a controlli preventivi più severi, soprattutto se il soggetto è collegato a precedenti posizioni cessate in maniera sospetta.

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