Con la legge 11 marzo 2026, n. 34, l’Italia aggiorna la disciplina della salute e sicurezza sul lavoro in modalità agile, introducendo obblighi informativi più stringenti per i datori di lavoro. La normativa interviene sul d.lgs. n. 81/2008, valorizzando l’informativa scritta come strumento centrale per garantire sicurezza anche fuori dai locali aziendali, con particolare attenzione ai rischi derivanti dall’uso dei videoterminali.
Nuove regole dal 7 aprile 2026
Il cuore della novità è il nuovo comma 7-bis dell’art. 3 del d.lgs. 81/2008. Il datore di lavoro deve fornire annualmente al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un documento scritto che identifichi i rischi generali e specifici legati al lavoro agile. Tra questi, particolare attenzione va all’uso dei videoterminali, alla postura, all’affaticamento fisico e mentale, al tecnostress e alla difficoltà di disconnessione.
Questa misura sottolinea che il lavoro agile non è fuori dal sistema generale della sicurezza, ma richiede strumenti di prevenzione adattati, dove l’informazione diventa il principale veicolo per trasferire conoscenze operative e consapevolezza dei rischi.
Focus sui rischi ergonomici e digitali
Oltre ai rischi tradizionali (ambienti, impianti elettrici), la legge 2026 introduce una visione aggiornata, considerando:
- ergonomia delle postazioni
- stress lavoro-correlato
- uso corretto di dispositivi mobili e portatili
L’obiettivo è garantire che la sicurezza nel lavoro agile sia reale, pratica e coerente con le condizioni effettive di svolgimento della prestazione.
Rafforzamento sanzionatorio
La norma modifica anche l’art. 55 del d.lgs. 81/2008, inserendo l’informativa scritta tra gli obblighi sanzionati. Questo chiarisce che l’adempimento non è facoltativo: il mancato rispetto può comportare conseguenze legali dirette per il datore di lavoro.
Verso prassi aziendali concrete
L’approfondimento pubblicato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro propone modelli operativi per redigere correttamente l’informativa annuale, gestire gli ambienti privati e le postazioni, e garantire l’uso sicuro di strumenti digitali. In questo modo, l’azienda può tradurre le novità normative in procedure operative efficaci, assicurando protezione reale ai lavoratori in smart working.