In occasione delle elezioni regionali 2025, i lavoratori subordinati chiamati a svolgere funzioni presso i seggi hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo necessario allo svolgimento delle operazioni elettorali. Durante queste giornate, è fondamentale distinguere tra giorni lavorativi e non lavorativi per individuare il trattamento economico spettante.
Chi può essere chiamato ai seggi
Le funzioni elettorali possono riguardare diverse figure:
- presidente di seggio
- scrutatori e scrutatrici
- segretari
- rappresentanti di lista di partito o gruppo politico
- rappresentanti dei promotori di referendum
- lavoratori impegnati a vario titolo nelle operazioni
Trattamento economico per le giornate lavorative
Per i giorni che coincidono con la normale attività lavorativa (ad esempio il sabato nei contratti su sei giorni, il lunedì o eventuali giorni aggiuntivi per prolungamento dello spoglio), il dipendente ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo previsto come se avesse prestato servizio.
Retribuzione delle giornate non lavorative o festive
Per i giorni non lavorativi e festivi, come il sabato per chi lavora su cinque giorni o la domenica, il lavoratore ha diritto a:
- quote di normale retribuzione giornaliera, oppure
- giornate di riposo compensativo.
Non sono previste maggiorazioni per turno festivo o straordinario, poiché il lavoratore è già remunerato anche sulla base delle disposizioni specifiche previste per il servizio ai seggi.
La scelta tra compensazione economica e riposo non è chiaramente definita dalla normativa. Una nota confindustriale indicava tale facoltà in capo al datore di lavoro, ma senza valore vincolante. È quindi consigliabile che azienda e dipendente trovino un accordo condiviso.
Chiarimento sulla durata della giornata da riconoscere
La Cassazione ha stabilito che, anche se il servizio al seggio nell’ultimo giorno di consultazione dovesse essere limitato a poche ore, tale giornata deve essere considerata intera ai fini retributivi.
Inoltre, le somme corrisposte dal datore di lavoro sono deducibili dal reddito d’impresa, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Documentazione da presentare al rientro in azienda
Il lavoratore deve avvisare preventivamente il datore di lavoro dei giorni di impegno elettorale. Al rientro dovrà esibire:
- copia del certificato di chiamata al seggio;
- certificazione firmata dal presidente del seggio con indicazione delle giornate di presenza e dell’orario di chiusura dei lavori.
La documentazione varia in base al ruolo svolto:
- scrutatori e segretari: nomina del Comune o del presidente di seggio (se non già consegnata) e dichiarazione firmata dal presidente con indicazione degli orari;
- presidenti di seggio: decreto di nomina;
- rappresentanti di lista: certificazione del presidente di seggio che attesti l’incarico e gli orari di presenza.
I lavoratori chiamati ai seggi godono di una tutela specifica sia sul piano economico sia su quello normativo. È importante conoscere con precisione diritti, obblighi e documentazione necessaria, così da garantire una gestione corretta dell’assenza e un rientro in azienda senza criticità.