Il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato una sanzione amministrativa di 120.000 euro nei confronti di una società operante nel settore della selezione e produzione di sementi agricole, appartenente a un gruppo multinazionale, per un trattamento illecito dei dati personali legato alla geolocalizzazione dei dipendenti.
Il trattamento è stato effettuato mediante sistemi di geolocalizzazione installati sui veicoli aziendali, utilizzati per monitorare gli spostamenti dei lavoratori.
Il provvedimento, n. 754 del 18 dicembre 2025, trae origine da un reclamo presentato da alcuni lavoratori. Riguarda l’utilizzo di dispositivi in grado di raccogliere dati associati ai nominativi dei conducenti, finalizzati a un monitoraggio puntuale e continuativo delle attività di guida, sia in ambito lavorativo sia in ambito privato.
L’Autorità ha accertato la violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali e delle disposizioni dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza. Durante l’istruttoria ha inoltre rilevato gravi carenze negli obblighi informativi nei confronti dei dipendenti. Il Garante ha infine riscontrato l’assenza delle necessarie garanzie procedurali a tutela dei lavoratori. In particolare, ha verificato che gli accessi ai dati non erano adeguatamente limitati né autorizzati.
Il parere del garante
Secondo il Garante, il sistema adottato consentiva un controllo dettagliato e sistematico del comportamento dei lavoratori, non giustificato da adeguate basi giuridiche e non proporzionato rispetto alle finalità dichiarate. Tale modalità di trattamento è stata ritenuta incompatibile con i principi di liceità, minimizzazione e trasparenza previsti dalla disciplina privacy.
Oltre alla sanzione pecuniaria, l’Autorità ha ordinato la cancellazione dei dati raccolti e utilizzati per valutare le modalità di guida dei dipendenti. Con questo provvedimento il Garante ha confermato la propria attenzione verso l’uso di strumenti tecnologici di controllo. L’Autorità ha inoltre ribadito che i sistemi di geolocalizzazione, soprattutto quando incidono sull’attività dei lavoratori, devono rispettare rigorosamente sia la normativa in materia di protezione dei dati personali sia le tutele previste dallo Statuto dei lavoratori.