Giornata nera, il 9 ottobre, per Ferrari a Piazza Affari, con il crollo in borsa del titolo Ferrari che ha perso oltre il 14%, fino a essere sospeso per eccesso di ribasso. Si tratta del calo più forte dal 2016. A pesare è stata la presentazione dei nuovi obiettivi al 2030, giudicati deludenti dagli investitori.
La casa di Maranello, che fa parte del FTSE MIB, aveva inizialmente alzato la guidance per il 2025, superando con un anno di anticipo i target di profittabilità fissati nel piano strategico al 2026. Inoltre, ha annunciato un aumento della remunerazione degli azionisti, con un maggiore dividend payout e un nuovo piano di buyback.
Tuttavia, le prospettive di lungo periodo hanno raffreddato l’entusiasmo dei mercati. Ferrari prevede per il 2030 un fatturato di circa 9 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5%, e un EBITDA rettificato di almeno 3,6 miliardi di euro. Si tratta di un incremento più contenuto rispetto al tasso di crescita del 10% stimato nel Capital Markets Day del 2022.
Il titolo era rimasto stabile in mattinata, dopo la presentazione dei primi dettagli del modello Elettrica e la revisione dei piani per la produzione di veicoli elettrici. Ma è crollato subito dopo la diffusione delle nuove previsioni finanziarie. Secondo i nuovi obiettivi, i modelli completamente elettrici rappresenteranno circa il 20% della gamma Ferrari entro il 2030, ben al di sotto del precedente target del 40% fissato nel 2022