Il tema del rilascio del Durc nell’ambito della composizione negoziata della crisi continua a presentare orientamenti diversi tra i tribunali. Le decisioni più recenti mostrano un quadro non uniforme, con esiti differenti in merito alla possibilità di ottenere il documento anche in assenza della regolarità contributiva, quando questo risulti essenziale alla continuità aziendale.
La posizione del Tribunale di Roma
Con il decreto del 23 settembre 2025, il Tribunale di Roma ha negato il rilascio del Durc in via cautelare.
Secondo i giudici, pur essendo vero che le misure di protezione servono a favorire le trattative con i creditori, queste non possono arrivare a disapplicare altre norme di legge. Nel caso esaminato, la società debitrice aveva richiesto di ordinare all’INPS l’emissione del Durc pur non essendo in regola con i versamenti contributivi, sostenendo che il mancato rilascio avrebbe compromesso irrimediabilmente la continuità aziendale e la possibilità di partecipare a nuove gare d’appalto. Il Tribunale ha tuttavia ritenuto che tale situazione non giustificasse la violazione delle regole sulla regolarità contributiva.
L’orientamento del Tribunale di Genova
Una conclusione diversa è stata raggiunta dal Tribunale di Genova, con decreto del 19 settembre 2025, in linea con quanto già affermato dal Tribunale di Milano il 24 gennaio 2025.
In questo caso, il rilascio del Durc in sede cautelare è stato ritenuto ammissibile quando la misura risulta strumentale al buon esito delle trattative con i creditori. Il mancato rilascio avrebbe infatti impedito sia l’incasso dei crediti maturati per gli appalti eseguiti, sia la possibilità di acquisire nuove commesse. I giudici hanno inoltre valorizzato la mancata opposizione dell’ente previdenziale, che era stato informato della richiesta cautelare ma non aveva sollevato obiezioni.
Un quadro ancora non uniforme
Le diverse decisioni evidenziano come, nell’ambito della composizione negoziata, non esista ancora un orientamento univoco in materia di Durc. Da un lato vi sono tribunali che ritengono prevalente il principio della regolarità contributiva. Dall’altro, decisioni che valutano in modo decisivo la funzionalità della misura alla continuità aziendale e al buon esito delle trattative.
L’incertezza applicativa rimane un elemento critico per le imprese in crisi che necessitano del Durc per operare e partecipare ad appalti. Le pronunce divergenti mostrano un equilibrio ancora in definizione tra
- tutela della regolarità contributiva
necessità di favorire la prosecuzione dell’attività aziendale durante il percorso di risanamento.