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Congedo parentale e congedo per malattia del figlio: le nuove regole dal 2026

La legge di Bilancio 2026 introduce importanti modifiche alla disciplina del congedo parentale e dei permessi per malattia del figlio, rafforzando le misure di conciliazione tra vita privata e lavoro e ampliando le tutele a favore delle famiglie. Le nuove disposizioni entrano in vigore dal 1° gennaio 2026 e intervengono su alcune norme chiave del Testo unico sulla maternità e paternità.

L’intervento legislativo tiene conto dell’evoluzione dei modelli familiari e delle esigenze di cura che si protraggono oltre la prima infanzia, estendendo in modo significativo i limiti di età entro cui è possibile fruire dei principali istituti di tutela.

Congedo parentale: estensione fino ai 14 anni del figlio

Una delle novità più rilevanti riguarda il congedo parentale. Dal 1° gennaio 2026, il diritto all’astensione dal lavoro potrà essere esercitato nei primi quattordici anni di vita del bambino, in luogo del precedente limite fissato a dodici anni.

Resta invariata la durata massima complessiva del congedo, pari a dieci mesi, elevabile in alcune ipotesi specifiche. In particolare:

  • alla madre lavoratrice spettano fino a sei mesi di congedo;
  • al padre lavoratore spettano fino a sei mesi, che possono diventare sette in presenza delle condizioni previste dalla normativa;
  • al genitore unico o affidatario esclusivo spetta un periodo massimo di undici mesi.

L’estensione del limite di età non modifica quindi la quantità complessiva di congedo fruibile, ma ne amplia la flessibilità temporale, consentendo alle famiglie di utilizzare i periodi di astensione anche in fasi della crescita caratterizzate da nuove esigenze educative e scolastiche.

Figli con disabilità grave: prolungamento del congedo parentale

La legge di Bilancio 2026 interviene anche sul prolungamento del congedo parentale per i genitori di minori con disabilità grave. Il diritto al prolungamento viene ora riconosciuto fino al compimento del quattordicesimo anno di età del bambino.

Resta fermo il limite massimo complessivo di tre anni di astensione dal lavoro, comprensivi del congedo parentale ordinario, a condizione che il minore non sia ricoverato a tempo pieno in strutture specializzate, salvo diversa indicazione sanitaria.

Questa estensione rappresenta un importante riconoscimento delle difficoltà organizzative e assistenziali che le famiglie con figli con disabilità affrontano anche oltre la prima infanzia.

Adozioni e affidamenti: equiparazione rafforzata

Viene confermata e rafforzata l’equiparazione tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva o affidataria. Il congedo parentale, in caso di adozione o affidamento, può essere fruito indipendentemente dall’età del minore, entro quattordici anni dall’ingresso in famiglia e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

Anche il diritto all’indennità segue lo stesso arco temporale, senza modifiche al trattamento economico previsto dalla normativa vigente.

Congedo per malattia del figlio: più tutele e più giorni

Importanti novità riguardano anche il congedo per malattia del figlio. Dal 2026:

  • l’età del figlio per cui è possibile fruire del congedo viene elevata da otto a quattordici anni;
  • il numero massimo di giorni di astensione per ciascun genitore passa da cinque a dieci giorni lavorativi all’anno per ciascun figlio di età compresa tra i tre e i quattordici anni.

Resta invariata la disciplina per i figli fino a tre anni, per i quali il congedo spetta per l’intera durata della malattia, senza limiti quantitativi.

Regole confermate

La riforma conferma inoltre alcuni aspetti fondamentali della disciplina:

  • la trasmissione telematica del certificato di malattia del minore all’INPS e al datore di lavoro, effettuata direttamente dal medico del Servizio sanitario nazionale;
  • l’esclusione delle visite fiscali e delle fasce di reperibilità durante i periodi di assenza per malattia del figlio;
  • il diritto alla sospensione delle ferie in caso di ricovero ospedaliero del bambino, consentendo al genitore di fruire del congedo per tutta la durata della degenza.

Le nuove regole rafforzano il sistema di tutela dei genitori lavoratori, ampliando le possibilità di assistenza ai figli e migliorando l’equilibrio tra responsabilità familiari e continuità lavorativa, con un’attenzione particolare alla fase preadolescenziale.

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