La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha ulteriormente ristretto l’utilizzo della compensazione orizzontale nel modello F24, riducendo da 100.000 a 50.000 euro la soglia dei debiti iscritti a ruolo scaduti oltre la quale la compensazione è vietata. La nuova regola si applica alle compensazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026.
La modifica interviene sull’articolo 37, comma 49-quinquies, del D.L. n. 223/2006 e riguarda i contribuenti che presentano carichi scaduti relativi a imposte erariali e relativi accessori, compresi gli atti di recupero di crediti d’imposta non spettanti o inesistenti e gli atti affidati alla riscossione dall’Agenzia delle Entrate. In presenza di debiti complessivi superiori a 50.000 euro, la compensazione nel modello F24 è integralmente inibita.
Il divieto opera solo se i termini di pagamento sono scaduti e non risultano provvedimenti di sospensione. Restano esclusi dalla preclusione i crediti vantati nei confronti di INPS e INAIL. Inoltre, la compensazione è ancora ammessa per le somme oggetto di piani di rateazione regolarmente in corso, purché non sia intervenuta la decadenza dal beneficio.
La soglia di 50.000 euro deve essere intesa come limite assoluto. Ciò significa che, anche in presenza di crediti compensabili di importo superiore, la compensazione resta vietata fino a quando l’esposizione debitoria non viene ridotta al di sotto di tale soglia. Nel calcolo concorrono le imposte dirette e indirette, l’IVA, l’IRAP, le imposte sostitutive, le somme recuperate per compensazioni indebite, nonché sanzioni e interessi per ritardata iscrizione a ruolo, con esclusione degli interessi di mora e degli oneri di riscossione.
Conclusioni
In assenza di una disciplina transitoria, la riduzione della soglia produce effetti immediati dal 1° gennaio 2026, con potenziali criticità per i contribuenti che, senza un periodo di adeguamento, possono trovarsi improvvisamente impossibilitati a utilizzare la compensazione orizzontale. La norma rafforza così il legame tra regolarità fiscale e utilizzo dei crediti d’imposta, rendendo centrale il monitoraggio delle posizioni a ruolo e il ricorso tempestivo a strumenti di definizione o rateazione.