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Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, novità fiscali della Legge di Bilancio 2026

Con la Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti operativi su due novità fiscali Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), valide esclusivamente per l’anno 2026.

Le agevolazioni riportate nella Circolare n. 2/E  riguardano specifiche componenti della retribuzione dei lavoratori dipendenti del settore privato e prevedono l’applicazione di imposte sostitutive con aliquote agevolate.

Imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti da rinnovi contrattuali

A chi si applica

L’agevolazione interessa gli incrementi retributivi erogati nel corso del 2026 in attuazione di rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) sottoscritti negli anni 2024, 2025 o 2026.

Possono beneficiarne i lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2025 hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro, considerando l’insieme dei rapporti di lavoro eventualmente intercorsi nello stesso anno.

Aliquota e modalità di applicazione

Sugli aumenti retributivi si applica un’imposta sostitutiva pari al 5%, che prende il posto di:

  • IRPEF

  • Addizionali regionali

  • Addizionali comunali

L’agevolazione segue il principio di “cassa allargato”: rientrano quindi le somme corrisposte dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, includendo anche i pagamenti effettuati entro il 12 gennaio 2027 ma riferiti al 2026.

Nel caso in cui l’aumento sia suddiviso su più annualità, il beneficio fiscale si applica esclusivamente alla quota effettivamente erogata nel 2026.

Voci comprese ed escluse

Rientrano nell’agevolazione:

  • Le 12 mensilità ordinarie

  • La tredicesima e la quattordicesima

  • Le assenze retribuite per la parte integrata dal datore di lavoro

Restano invece escluse:

  • Le somme una tantum per vacanza contrattuale

  • Gli straordinari

  • Le maggiorazioni per lavoro notturno o festivo

  • Le indennità di turno

  • Il TFR

  • Gli scatti di anzianità

L’applicazione è automatica da parte del sostituto d’imposta, ma il lavoratore può rinunciare con richiesta scritta per optare per la tassazione ordinaria.

Imposta sostitutiva al 15% su maggiorazioni e indennità

Ambito di applicazione

La seconda misura riguarda le somme corrisposte nel 2026 per:

  • Lavoro notturno

  • Lavoro festivo

  • Prestazioni nei giorni di riposo settimanale

  • Indennità di turno

  • Indennità di reperibilità previste dal CCNL

Su tali importi si applica un’imposta sostitutiva del 15%.

Limiti e beneficiari

L’agevolazione è riconosciuta fino a un massimo di 1.500 euro annui. Le eventuali somme eccedenti sono soggette a tassazione ordinaria.

Possono accedere al beneficio i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente 2025 non superiore a 40.000 euro.

Esclusioni

Non rientrano nella misura:

  • Gli straordinari, salvo quelli legati a prestazioni festive o notturne

  • Le voci che sostituiscono la retribuzione ordinaria

  • Compensi derivanti da accordi aziendali o territoriali

  • TFR

  • Tredicesima e quattordicesima

  • Assenze retribuite

La disposizione non si applica ai lavoratori del settore turismo e della somministrazione di alimenti e bevande, per i quali è previsto uno specifico trattamento integrativo.

Aspetti comuni alle due agevolazioni

Le due misure condividono alcune regole generali:

  • Non è necessaria alcuna domanda da parte del lavoratore

  • È possibile rinunciare con comunicazione scritta

  • Gli importi assoggettati a imposta sostitutiva non concorrono alla formazione del reddito complessivo

  • Non rilevano ai fini delle detrazioni

  • Ai fini del trattamento integrativo (ex DL 3/2020), il reddito va comunque considerato per evitare penalizzazioni

  • L’applicazione è a cura del sostituto d’imposta

  • In caso di più datori di lavoro nel 2025, è richiesta apposita comunicazione

  • Eventuali conguagli possono essere effettuati in dichiarazione dei redditi

Obiettivi delle misure

Le novità introdotte per il 2026 rispondono a finalità precise:

  • Sostenere l’adeguamento delle retribuzioni rispetto all’aumento del costo della vita

  • Incentivare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali

  • Rafforzare il collegamento tra produttività e salario

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