Con l’articolo 22 della Legge n. 182/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 281/2025, viene introdotto un nuovo obbligo a carico dei lavoratori beneficiari di cassa integrazione. A partire dal 18 dicembre 2025, chi percepisce trattamenti di CIG dovrà informare immediatamente il proprio datore di lavoro qualora intraprenda un’attività lavorativa.
La disposizione modifica l’articolo 8 del D.Lgs. 81/2015, che già disciplina la compatibilità tra trattamenti di integrazione salariale e svolgimento di attività lavorativa.
L’obbligo di informazione “immediata”
Il lavoratore che avvia un’altra attività lavorativa durante il periodo di cassa integrazione è ora tenuto a comunicare senza ritardo questa circostanza al datore di lavoro. La comunicazione si aggiunge all’obbligo già previsto nei confronti dell’INPS, necessario per evitare la decadenza dal trattamento.
La norma rafforza quindi il sistema dei controlli, coinvolgendo direttamente anche il datore di lavoro nel flusso informativo.
Compatibilità tra CIG e attività lavorativa
Il principio generale resta quello dell’incompatibilità tra cassa integrazione e svolgimento di altra attività lavorativa. La disciplina già prevedeva l’obbligo di informare l’INPS per evitare la perdita del beneficio. Con la nuova legge, tale obbligo viene esteso formalmente anche al datore di lavoro, introducendo una duplice responsabilità comunicativa a carico del lavoratore.
Altre novità della legge
La Legge n. 182/2025, oltre all’intervento sulla cassa integrazione, introduce anche misure di semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e servizi. In particolare, vengono ridotti, in alcuni casi, i tempi per il rilascio del nulla osta all’ingresso dei lavoratori extracomunitari.
Impatti operativi per aziende e lavoratori
Per i lavoratori in cassa integrazione, il nuovo obbligo comporta una maggiore attenzione nella gestione di eventuali rapporti di lavoro paralleli, al fine di evitare sanzioni o la decadenza dal trattamento.
Per le aziende, la norma rafforza il presidio informativo e consente una maggiore trasparenza nella gestione dei rapporti con i dipendenti beneficiari di ammortizzatori sociali.