Il quadro dei bonus edilizi per il 2026 risulta ormai in larga parte stabilizzato. Restano attive le principali detrazioni, mentre alcune agevolazioni vengono ridimensionate o sottoposte a limiti più stringenti. Diventa quindi fondamentale verificare con attenzione quanto già fatto nel 2025 e pianificare correttamente gli interventi futuri.
Le agevolazioni confermate per il 2026
Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus restano operativi con le seguenti aliquote:
- 50% di detrazione per lavori sull’abitazione principale, eseguiti da proprietari o titolari di altro diritto reale
- 36% negli altri casi
Il Superbonus è invece quasi totalmente esaurito. Resta attivo al 110% solo per gli immobili situati in Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dal sisma, a condizione che la domanda di contributo sia stata presentata entro il 30 marzo 2024.
Il Bonus Mobili è prorogato al 50%, con un tetto massimo di spesa pari a 5.000 euro.
Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% risulta, allo stato attuale, non prorogato, con possibile revisione nella fase finale della Manovra.
Dal 2025 operano inoltre limiti di detraibilità per i redditi superiori a 75.000 euro, con una ulteriore riduzione oltre i 100.000 euro, ai sensi dell’art. 16-ter del TUIR.
Pagamenti e criterio di cassa
Non sono più necessarie anticipazioni di pagamento entro il 31 dicembre 2025. Le aliquote del 50% e del 36% restano infatti valide anche per il 2026.
Resta applicabile il criterio di cassa, ma il differimento del pagamento al 2026 non comporta la perdita dell’aliquota agevolata. Questo consente una gestione più flessibile dei flussi finanziari legati agli interventi edilizi.
Responsabilità dei professionisti e contenziosi
Si registra un incremento delle contestazioni nei confronti di asseveratori e professionisti che rilasciano visti di conformità, spesso legate a bonus negati o crediti non acquistati. In molti casi i rifiuti derivano da policy interne degli istituti finanziari e non da errori tecnici del professionista.
Prima di assumere responsabilità è quindi necessario ricostruire con precisione i fatti e le cause effettive del blocco del beneficio.
Polizze assicurative
Particolare attenzione va posta alle polizze assicurative di tipo “claims made”. Tali polizze coprono solo le richieste di risarcimento pervenute durante la validità del contratto. Se la richiesta giunge successivamente, non è prevista copertura.
Tra le soluzioni possibili rientrano:
- l’inserimento della deeming clause
- la stipula di una copertura postuma
Obbligo di indicazione del CCNL per i contratti sopra 70.000 euro
Dal 2022 è obbligatorio indicare il CCNL edile applicato nei contratti di appalto superiori a 70.000 euro. La mancata indicazione comporta la perdita dei benefici fiscali.
In caso di omissione è possibile intervenire tramite:
- addendum contrattuale
- dichiarazione sostitutiva dell’impresa per le fatture prive dell’indicazione
Il professionista che rilascia il visto di conformità deve verificare la presenza del CCNL in:
- contratto
- fatture
- eventuali dichiarazioni integrative
In assenza della documentazione corretta, il visto non può essere rilasciato.
Conclusioni operative
Con le regole ormai definite per il 2026, diventa essenziale:
- verificare tutte le pratiche già attivate nel 2025
- correggere tempestivamente eventuali omissioni contrattuali, assicurative o documentali
- pianificare con attenzione i nuovi interventi
La normativa sui bonus edilizi resta complessa e soggetta a controlli stringenti. Un’analisi accurata oggi rappresenta lo strumento principale per evitare contestazioni, sanzioni e perdita dei benefici fiscali domani.